Gioco
Campiglia, Talia Althea fa festa con i primi 30 anni del suo allevamento di cani
L’allevamento di Claudia Lippi è riconosciuto dall’Ente nazionale cinofilia italiana e dalla Federazione cinofilia internazionale: «Un sogno più forte di tutte le avversità»
CAMPIGLIA. L’allevamento di mastiff e labrador of Talia Althea spegne trenta candeline. Un compleanno che racconta la storia di due donne caparbie, mamma e figlia, a cui l’amore per i cani ha dato la forza di realizzare il sogno della loro vita, superando dolori enormi. Claudia Lippi, 50 anni, è rimasta l’unica titolare dell’allevamento di via Citerna, a Campiglia. È appassionata di animali sin da bambina, quando la mamma Donatella prende prima un pastore tedesco e poi un labrador da far crescere insieme a sua figlia e al fratellino Giacomo. «Mamma, che era parrucchiera, era innamorata dei labrador – racconta Claudia – , ne divenne allevatrice amatoriale nel 1991. Nei periodi in cui non c’era scuola, facevo la ragazza alla pari in allevamenti in Piemonte, a Roma e in Scozia. Poi lei si separò dal mio babbo e si trasferì per un anno in provincia di Pavia a lavorare in un allevamento dove, nel 1993, fece la prima cucciolata di labrador. Studiavo Restauro archeologico a Firenze, ma andavo spesso a trovarla, sia per stare con lei sia perché la passione per gli animali cresceva in me sempre più. E con questa prima cucciolata è nata la nostra avventura».
Nel 1994 Claudia si innamorò dei mastiff e prese in casa una femmina che chiamò Althea e anche una femmina adulta che nel 1995 fece la prima cucciolata. Mamma e figlia cominciarono a pensare di cercare una casa in campagna, con grandi spazi e terreni più adatti ad allevare i loro amatissimi cani. «Comprammo un casale in via di Citerna – spiega –. Eravamo felici». Dopo pochi mesi, una tragedia inaspettata. Il 21 dicembre 1997 Giacomo muore in un incidente d’auto. «Ci stringemmo forte in questo dolore – ricorda – , fu un periodo terribile che ci ha segnato e unito ancora di più. Avevamo tre cucciolate e abbiamo avuto la forza di continuare, di non abbandonare il nostro sogno».
Nel 1998 Claudia diventa imprenditrice agricola, allevatrice cinofila professionale. Rinunciò al lavoro di restauratrice per continuare l’avventura con la sua mamma. Le attività nell’allevamento si ampliarono: fattoria didattica, pet therapy coi bimbi, nelle Rsa e nelle scuole, progetti di educazione cinofila con l’Asl, concorsi di bellezza. Claudia si specializza sempre più e l’allevamento, riconosciuto dall’Ente nazionale cinofilia italiana e dalla Federazione cinofilia internazionale, diventa apprezzato per professionalità e serietà.
Tanti anche i personaggi famosi che adottano i cuccioli di “Talia Althea”, come Andrea Bocelli, solo per citarne uno. Poi, nove anni fa, il compagno di Claudia fu portato via da un brutto male. Da un anno avevano avuto un figlio, Edoardo. E dopo pochi mesi a mamma Donatella diagnosticano una malattia neurovegetativa incurabile. «Da sola, con Edoardo piccolo – precisa – , per cinque anni mi sono occupata di mamma, facendo i salti mortali per non far cessare l’attività. Il 24 novembre del 2019 mamma è morta. La passione per i miei cani alimentata dal mio spirito di abnegazione mi ha fatto andare avanti. Ho promesso a me stessa di continuare in questo sogno anche per chi non c’è più e ha creduto in me. Spero di dare l’esempio a mio figlio, adesso di dieci anni, che finché ci siamo non è finita, non bisogna abbandonare i propri sogni».
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