Il Tirreno

Chiude la libreria Sant’Antimo e il Circolo studia altri progetti

di Cecilia Cecchi

	La libreria San’Antimo in corso Vittorio Emanuele II al numero civico 47, locali totalmente ristrutturati tra il 2001  e il 2004
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La libreria San’Antimo in corso Vittorio Emanuele II al numero civico 47, locali totalmente ristrutturati tra il 2001  e il 2004

Da sempre punto d’incontro culturale, svendita di libri fino al 30 novembre

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PIOMBINO. Teologia, filosofia. Dal 1983 più che una libreria – dotata di audiovisivi, di biglietti augurali a tema sacramentale, cancelleria e iconografia – da sempre un centro culturale punto di incontro e confronto tra i parrocchiani e cittadini.

Diretta esternazione alla città, insieme al giornalino auto prodotto, dell’omonimo Circolo culturale secondo le indicazioni del presidente don Pier Luigi Castelli (56 anni di sacerdozio, per 46 anni parroco di Sant’Antimo, in pensione dal giugno scorso) .

Di ieri la notizia che la libreria del Circolo culturale, propone una svendita di prodotti di cancelleria, cartoleria, articoli religiosi e di alcuni libri per cessazione di attività. La svendita inizierà giovedì e terminerà il 30 novembre.

Gestita da volontari, ora se ne occupa Gabriella Tondi che conferma come «il Circolo culturale sta in realtà riorganizzando le attività». Ma il dispiacere immediato di tante persone resta. «Quando un’attività commerciale si ferma è sempre un dispiacere – commenta Patrizia Ferro, attivissima nella comunità di Sant’Antimo – . In questo caso però vorrei ricordare il servizio che questa libreria ha offerto alla cittadinanza, alla comunità cattolica della Diocesi».

«Un pensiero di gratitudine – aggiunge Ferro – per questo e per chi, anno dopo anno, ha mandato avanti l’attività che non era solo un esercizio commerciale, ma soprattutto un servizio specifico e diverso dagli altri. Libri a carattere religioso, ma anche testi di teologia, morale, studi di argomenti sociali, storici, encicliche, per non parlare di una sezione di audiovisivi, di biglietti augurali a tema sacramentale e di cancelleria e iconografia. Forse qualcuno non c’è mai entrato, ma indiscutibilmente il servizio reso è stato unico ed originale. Librerie simili a Livorno – dice – e a Grosseto. In attesa di ulteriori sviluppi, ringrazio il Circolo culturale, di cui la libreria era espressione, don Castelli, presidente del Circolo e tutti i volontari del presente e del passato che ne sono stati linfa vitale».
 

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