Il Tirreno

Il lutto

Piombino, l’ultimo saluto a Corrado Ottanelli e l’abbraccio amaranto di Igor Protti

di Gabriele Buffoni
Piombino, l’ultimo saluto a Corrado Ottanelli e l’abbraccio amaranto di Igor Protti

In tanti si sono presentati alla sala del commiato

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PIOMBINO. Davanti alla sala del commiato della Pubblica Assistenza di Piombino, a pochi passi dall’ingresso del cimitero comunale, fin da prima delle 13 si è radunata una piccola folla. Che è cresciuta con il passare dei minuti, silenziosa, abbracciandosi in lacrime e perdendosi nei ricordi e negli aneddoti legati a “Corradino”, una persona che ha lasciato in città un vuoto incolmabile. Perché Corrado Ottanelli, scomparso mercoledì all’età d 55 anni, era un personaggio che a Piombino ha dato tanto, ben oltre il suo valore come semplice calciatore e sportivo. E la città, ieri, si è stretta nel dolore intorno alla sua famiglia.

«Vogliamo ringraziare davvero la città di Piombino per tutto l’affetto che ci ha dimostrato – commenta la sorella di Ottanelli, Antonietta – lui non era affatto un amante dei funerali, voleva che tutti rimanessero con il sorriso proprio come Corrado ha sempre fatto nella vita. Non si è mai tirato indietro quando qualcuno gli chiedeva una mano, si è sempre rimboccato le maniche se era in grado di aiutare il prossimo: l’ultimo suo atto è stato donare i suoi organi. Ha dato tanto alla città ma anche Piombino so che ha dato tanto a lui – conclude la sorella – credo che qui mio fratello abbia trovato la sua dimensione anche al di là della sua figura di calciatore».

Ottanelli infatti era stato calciatore professionista con la maglia del Livorno (insieme a Igor Protti e Max Allegri) e del Suzzara prima di tornare a Venturina e poi come capitano e allenatore del Piombino. Ma proprio nella sua città si era fatto conoscere e apprezzare per le sue doti di imprenditore: fu lui ad aprire il Magoncello, campo di calcio a cinque che da anni è stato rinominato Van Toff in ricordo di Ruggero Toffollutti, giovane operaio morto in Magona e suo grande amico. E sempre lui, con il socio e amico Davide Govi, aprì il ristorante La Rocchetta in piazza Bovio nel 2009.

«Corradino era un uomo speciale – racconta l’ex calciatore Alessandro Tognarini – lo sport accomuna qualcosa di importante, anche le comunità: e Corrado era un uomo che si spendeva in tutto e per tutto per il bene della sua comunità». Tanta la commozione alla camera del commiato. «Per il calcio lo conoscono tutti – racconta Marcello Piccini, presidente del Montemazzano – ma oggi si piange un amico carissimo». E tra gli amici che ieri pomeriggio hanno fatto visita alla salma c’era anche Igor Protti, bandiera del Livorno ed ex compagno di stanza (ai tempi) di Corrado Ottanelli. «Faceva il pendorale da Piombino per gli allenamenti – lo ricorda – e a volte si fermava a casa da me, dormivamo insieme. Non sapevo che si fosse sentito male di recente, per me la notizia della sua morte è stata una doccia fredda – racconta – me lo ha riferito una persona via social, no ci volevo credere. Così sono partito e sono venuto a salutarlo un ultima volta: non ci vedevamo da un po’, l’ultima volta fu proprio qui a Piombino, ma era e rimarrà per sempre una persona speciale».


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