Calcio
L’ultima partita di Corrado Ottanelli: Piombino in lacrime per l’ex calciatore e imprenditore
Da venti giorni era ricoverato in terapia intensiva: lascia i figli Edoardo e Giovanni
PIOMBINO. La passione e il talento per il pallone lo avevano portato lontano dal mare che aveva imparato ad amare grazie al babbo Oriano. Un piccolo piombinese dal grande sorriso, i piedi buoni e la generosità di un guerriero tra i talenti in erba del Milan. Era solo l’inizio della carriera da giocatore di Corrado Ottanelli, erano i primi passi di una vita affrontata sempre da protagonista. “Corradino” – così veniva chiamato da chi gli voleva bene – è morto ieri in una stanza del reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cisanello. Una notizia tremenda che in città, purtroppo, girava da giorni. Ottanelli si era sentito male circa venti giorni fa. Trasferito a Pisa, in condizioni gravissime.
Inutili i tentativi dei medici di salvargli la vita. Neppure a Pisa era mai rimasto solo: i figli, la sorella Antonietta e tanti amici ogni giorno gli erano stati vicini. Giorno dopo giorno le speranze si sono affievolite, fino a quando per il 55enne non c’è stato più niente da fare. In città l’attenzione per Corradino è stata costante e il cordoglio da subito unanime. In tanti lo ricordano, da ragazzino, correre dietro al pallone, forse il suo amico più inseparabile.
Quel bimbetto gioca bene, era un orgoglio per babbo Oriano, detto “Fifi” al quale si illuminavano gli occhi quando lo vedeva giocare. Il presidente Giussy Farina, ai tempi patron del Milan, decise di portarlo nella Berretti rossonera. Fu l’inizio della carriera da calciatore di Corrado, centrocampista di grande corsa e piedi buoni: una mezzala moderna. Aveva una ventina d’anni quando passò al Livorno, in serie C. Con Igor Protti, di cui era compagno di camera, e con Max Allegri, l’attuale allenatore della Juventus, suo amico fraterno. Il mister bianconero, infatti, è sempre stato vicino alla famiglia Ottanelli, anche in questi giorni difficili.
Dopo il Livorno, tre stagioni e un gol messo a segno, Ottanelli ha giocato nel Suzzara per diverse stagioni, per poi fare ritorno dalle nostre parti, nel Venturina e nel Piombino, di cui è stato capitano e allenatore. Non ha mai giocato in difesa, Corradino, in campo come nella vita. Così, fin da giovane, è stato imprenditore dalle grandi idee e di innato coraggio. È stato lui ad aprire il Magonello, campo di calcio a cinque, che da anni ha preso il nome di Van Toff in ricordo di Ruggero Toffolutti morto in Magona. Tanti ex ragazzini lo ricordano sorridente, a distribuire casacche e magari a dare qualche consiglio calcistico. Con Davide Govi aveva condiviso l’esperienza della Rocchetta, il ristorante di piazza Bovio, dal 2009. Recentemente ha gestito, con il suo ex compagno di squadra Manuel Madau, un’agenzia di scommesse. Generoso, come a centrocampo: si è sempre impegnato molto e con passione in ogni esperienza che ha affrontato. Da tempo Corrado aveva perso il babbo Oriano, da cui aveva ereditato il talento per la pesca, e la mamma Roberta Gargalini.
Lascia gli amati figli Edoardo e Giovanni, la sorella Antonietta e tantissimi amici che gli volevano bene. «Era genio e sregolatezza, glielo dicevo sempre – rammenta Ivio Barlettani, ex caposervizio della redazione del Tirreno e grande amico di Corrado – possedeva un’innata arguzia, si interessava a tanti argomenti e quando parlavi capiva dove volevi arrivare prima che tu finissi il discorso. Come un uomo di mare. Mi aveva promesso che mi avrebbe portato a fare una pescata in barca, dove andava suo padre. Non c’è stato tempo». «Veniva dal mare, conosceva bene il pesce – ricorda Davide Govi, titolare della Rocchetta – nonostante il ristorante non fosse nelle sue corde si era inserito benissimo anche in questo settore. Poi il suo sorriso, la sua generosità l’hanno sempre contraddistinto. Ero stato io a coinvolgerlo in questa avventura in piazza Bovio mentre già lui aveva il “Magonello”. Del bando per il ristorante ne fu entusiasta pur non essendo del settore: riusciva ad essere complementare anche grazie al babbo Oriano, da sempre pescatore».
Anche il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ha voluto ricordare Corrado: «Una grave perdita per la città. Era un carissimo amico, un punto di riferimento per la comunità e un simbolo dello sport per Piombino che ha avuto successo nel mondo del calcio, ben oltre i confini cittadini».
«Oggi sono andato a trovare i miei vecchi, sono venuto al campino e non c’eri – scrive su Facebook Gianni Anselmi – . Ci vediamo fra un po’, laggiù dove sei volato, a farci i tiri in porta come 50 anni fa. Qualche posto dove giocare davanti al mare lo troviamo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
