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Famiglia schiacciata dai debiti, la soluzione con l’aiuto di Maat: «Ecco come siamo riusciti a salvarla»

di Annalisa Mastellone
Famiglia schiacciata dai debiti, la soluzione con l’aiuto di Maat: «Ecco come siamo riusciti a salvarla»

Sovraindebitamento: un associazione di Venturina in aiuto di cittadini e imprese. L’importanza della legge 3/2012

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CAMPIGLIA. «Siamo orgogliosi di essere riusciti a salvare un’azienda dai debiti. La nostra associazione lavora per aiutare famiglie, imprese e cittadini a superare le difficoltà accertando il rispetto della legalità». Gianluca Galanti è il presidente di Maat, realtà associativa che porta il nome della dea egizia della giustizia e della verità. Ha sede a Venturina Terme, in via Dante Alighieri 16, ed è stata l’ancora di salvezza di una famiglia che si è trovata sovraindebitata per mandare avanti la propria azienda.

«Si tratta di una famiglia che ha lavorato una vita – spiega Galanti – , ovviamente non ne cito i nomi. Si è rivolta a noi perché aveva debiti importanti, non riusciva nemmeno più a pagare il mutuo e la banca gli avrebbe pignorato l’unica casa che aveva. Anche la vendita all’asta non sarebbe riuscita a ripianare tutti i debiti, che ammontavano a oltre 400mila euro. La situazione era disperata, l’abbiamo analizzata con l’aiuto dei legali a cui la Maat si appoggia e abbiamo deciso di aiutare la famiglia, perché c’erano tutte le condizioni necessarie a intervenire tramite la legge 3 del 2012, conosciuta come la legge salva suicidi».

Legge salva suicidi perché nata in un periodo di forte crisi in cui si registrarono casi di imprenditori schiacciati dai debiti che decidevano di farla finita. La legge 3/2012 introduce nell’ordinamento giuridico il sovraindebitamento, ovvero la situazione di chi, consumatori o piccole imprese, non riesce più a far fronte ai propri debiti a causa di una situazione di evidente e dimostrato squilibrio tra le attuali disponibilità economiche e i debiti residui.

«Dal luglio 2022 questa legge è stata sostituita da una riforma completa del settore, che va sotto il nome di Codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza. Il fine è di mettere legalmente in grado il debitore di pagare tutto ciò che, di fatto, gli è possibile. Quindi cancellando quella parte di debito che verrà calcolata come quota che non si riesce a pagare. I creditori potranno tornare in possesso almeno di una parte del credito residuo, invece che rischiare di perderlo interamente. «La Maat – precisa Galanti – si è rivolta all’Organo di composizione della crisi, in questo caso la Camera di commercio Maremma e Tirreno che ha individuato il responsabile del procedimento. È stato quindi presentato al tribunale di Livorno un piano di rientro del debito, in base alla reale capacità di solvenza del debitore, da sottoporre ai creditori. E siamo riusciti a ottenere dal giudice che il nostro assistito riuscisse a liberarsi del debito di oltre 400mila euro pagandone circa 70mila, tra banche, finanziarie ed enti vari. Ovviamente, viene prima verificato che il sovraindebitamento sia generato da circostanze non imputabili al debitore e che quest’ultimo sia una persona retta». Che aggiunge: «Questa famiglia è quindi tornata a essere serena, a inserirsi nella vita economica della comunità e nuovamente produttiva. E oggi, visto il periodo di crisi, speriamo che questo caso dia a tanti la forza di non abbattersi, perché ci può essere una via d’uscita». L’associazione Maat si occupa di assistere e tutelare i diritti e gli interessi di cittadini, privati e aziende, in ogni campo e situazione. «Siamo a disposizione per qualsiasi problema e contro le ingiustizie – sottolinea il presidente Galanti – . Le persone possono rivolgersi a noi anche solo per dei consigli».

Per informazioni scrivere a info@associazionemaat.it o telefonare al 3533664760.


 

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