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Piombino, taglio alla linea bus degli operai: la Provincia cerca una soluzione

Piombino, taglio alla linea bus degli operai: la Provincia cerca una soluzione

L’ente avvia un approfondimento sul numero e sulle esigenze degli utenti

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PIOMBINO. Un’azione di sensibilizzazione verso la Regione, nell’ambito del tavolo di revisione dell’accordo di programma sull’area di crisi di Piombino, con l’obiettivo di affrontare i temi del trasporto pubblico. È l’impegno che la Provincia di Livorno si è assunta dopo l’incontro che si è tenuto con i sindacati nei giorni scorsi a Palazzo Granducale, nel quale è stato affrontata in particolare la questione del ventilato tagli alla linea 112 Rosignano Piombino, l’autobus che storicamente garantisce il servizio di trasporto dalla bassa Val di Cecina al polo produttivo di Piombino.

«I sindacati, dopo aver sottolineato il fatto che i dati sullo scarso utilizzo dei mezzi pubblici in quella zona risente della fluidità delle presenze legate alla discontinuità del lavoro e dei relativi periodi di cassa integrazione, hanno ribadito la necessità di non procedere, al momento, con i tagli alle linee – racconta la Provincia – Le criticità emerse confermano quanto rappresentato già a marzo scorso dalla presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, alla Regione, per lettera e successivi incontri. Nella nota la presidente esprimeva forte preoccupazione per gli scenari che si stavano profilando per il trasporto extraurbano e per il rischio di un possibile depauperamento dei servizi in aree provinciali caratterizzate dalla crisi economica e/o dalla rarefazione demografica».
I tecnici provinciali hanno spiegato ai sindacalisti presenti che l’ente sta lavorando da tempo «sulla questione del riassetto del trasporto pubblico, in un quadro economico e di indirizzo che già nel bando per il gestore unico, uscito nel 2012, prevedeva una razionalizzazione delle linee extraurbane con una diminuzione complessiva in termini chilometrici. Entro questa cornice, non determinata dalle Province, l’obiettivo dell’ente è quello di proporre eventuali soluzioni che possano rappresentare una valida opportunità alternativa al servizio tradizionale, ferma restando l'importanza e la necessità di mantenere un presidio pubblico in una zona già gravata dalla crisi. L’amministrazione provinciale, anche alla luce delle richieste avanzate dai sindacati, procederà con un approfondimento sui bisogni effettivi dei lavoratori della zona, attraverso una rilevazione puntuale del numero degli utenti e delle loro esigenze di spostamento, per la quale sarà importante la collaborazione di tutti».
 

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