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Capoliveri, la protesta della Torre: «Sbagliato abolire la sfilata del rione»
La Festa dell’Uva finisce tra le polemiche
CAPOLIVERI. Leonardo Dolera capo rione della Torre di Capoliveri, replica alla Pro Loco che lo ha accusato di non rispettare le nuove regole della Festa dell’Uva. «Ho contestato il regolamento perché le variazioni introdotte per il 2023 sono state prese senza aver coinvolto i rappresentanti dei rioni. Agiamo con intese a monte per evitare equivoci. Per cui si è deciso di non partecipare alla competizione tradizionale e nel nostro borgo si è fatto festa. Poi si è fatta una sfilata per porre in evidenza la nostra protesta e questo la Pro Loco lo sapeva». Prosegue Dolera: «Sono avvenute variazioni al modo di agire storico della festa, abolendo l’abituale sfilata in piazza dei 4 borghi. impegnati nelle trasformazioni del proprio rione con scene di altre epoche, ma soprattutto troviamo inadeguata la decisione di creare una giuria popolare invece della solita giuria tecnica. Il 3 settembre ho sollecitato una riunione perché ancora di Festa dell’uva non si parlava e nell’incontro attuato la Pro Loco ha comunicato le variazioni rispetto al passato. Ho espresso delusione perché non si possono prendere decisioni senza consultarci. Poi il 18 altro incontro, più vicino all’inizio della festa, e ho ribadito, facendo verbalizzare, la nostra posizione di opposizione alla creazione della giuria popolare, variazioni che possono minacciare la giusta prosecuzione del nostro impegno rivolto all’evento storico».
Ed ecco che domenica scorsa il rione Torre, per evidenziare il dissenso ha realizzato una sfilata fino alla piazza Matteotti, ironica per dire della “morte” della Festa perché le decisioni non devono essere calate dall’alto. Poi nel pomeriggio, nel rione Torre si è svolta un’ampia festa particolare, senza aver individuato un anno da rappresentare come avviene tradizionalmente. Gli altri rioni in qualche modo hanno accettato le decisioni della Pro Loco. «Ma sono certo che ci sono altre persone, di altri rioni che la pensano come noi- conclude Dolera -. In ogni caso il Baluardo è riuscito a vincere la decima Festa dell’uva, un bel successo, ma noi abbiamo avuto lo stesso un trionfo perché a differenza degli altri rioni, nelle nostre strade c’è stata animazione fino alla mezzanotte, gli altri hanno chiuso molto prima. Bisogna ritrovare la strada giusta per mandare avanti una Festa dell’uva in cui metodi e contenuti vengono decisi d’intesa con i rionali.
La giuria popolare in teoria è una bella cosa, ma poi non funziona: come si fa a spiegare a una grande massa di gente che entra come un fiume cosa vogliamo esprimere con la trasformazione storica del borgo? Con la giuria tecnica del passato si poteva fare perché i 5 membri percorrevano i nostri rioni trasformati, prima dell’ingresso delle persone, c’era il m odo di capire e valutare, e poi giudicare. La sfilata, abolita, era un momento scenografico in cui si presentavano a tutti le caratteristiche del nostro impegno, prima di far entrare la gente nei rioni. Ritroviamo una unità e un’intesa ben chiara agendo tutti insieme».
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