Italia
Il ministro Urso e la vertenza Piombino avvolta dal silenzio: «Il governo lavora per sbloccare il piano»
Il sindaco Francesco Ferrari: «Il confronto con il ministro Urso è costante in considerazione del fatto che il futuro di Piombino dipende anche dall’auspicato rilancio del sito industriale in modo funzionale alle necessità della città e dell’ambiente. Dopo anni di impasse, la ripartenza dell’industria significherebbe restituire una prospettiva ai lavoratori, rappresentando anche un’occasione per l’economia del nostro Paese»
PIOMBINO. Che a parlare dello stabilimento siderurgico di Piombino sia direttamente il ministro è una novità non da poco. A fronte di anni di silenzi, è un primo segno che nella palude in cui è precipitata la vertenza infinita della fabbrica, dopo lo spegnimento dell’altoforno nel 2014, qualcosa potrebbe muoversi a breve. «A Piombino siamo al lavoro – dice il responsabile del dicastero delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso – . Questa settimana incontrerò il sindaco Ferrari. Stiamo lavorando per rendere esecutivo un piano industriale che i lavoratori attendono da otto anni. Stiamo lavorando per sbloccare questa vertenza e fare qualcosa di più, rendere pienamente operativo un sito industriale così importante per la Toscana e per l’industria siderurgica italiana».
Il ministro Urso parla dello stabilimento piombinese in video collegamento al Festival delle Regioni, che è in corso a Torino. Ed è una voce che segna una tappa attesa in città. «Il confronto con il ministro Urso è costante in considerazione del fatto che il futuro di Piombino dipende anche dall’auspicato rilancio del sito industriale in modo funzionale alle necessità della città e dell’ambiente – sostiene il sindaco di Piombino Francesco Ferrari – . Dopo anni di impasse, la ripartenza dell’industria significherebbe restituire una prospettiva ai lavoratori, rappresentando anche un’occasione per l’economia del nostro Paese».
Quali siano i termini in grado di sbloccare la vertenza è tutto da vedere. Il percorso imbastito per arrivare alla firma dell’addendum all’accordo di programma siglato nel 2018 si è confermato complicato. L’interlocuzione tra il governo Meloni e Jsw Steel Italy è andata avanti dall’ultimo tavolo istituzionale che si è tenuto a luglio, mentre si è in attesa di conoscere la data della nuova convocazione che era stata annunciata per settembre. In ballo, tra i vari temi, c’è la questione legata alla realizzazione del nuovo forno elettrico, condizione ritenuta necessaria dal governo affinché si possa giungere alla firma dell’addendum all’accordo di programma. In campo c’è l’ipotesi di uno scambio di aree, caldeggiato dallo stesso Comune di Piombino, con l’azienda siderurgica che, anziché installare il nuovo impianto nei pressi dei treni di laminazione esistenti nelle aree di proprietà e vicine al centro abitato, accetterebbe di realizzare il forno nelle aree demaniali in località Ischia di Crociano.
«Non sapevamo che spettasse al ministro Urso e al sindaco Ferrari la stesura del piano industriale dell’azienda Jsw di Piombino. È inammissibile continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori, delle loro famiglie e sulle aspettative di una comunità che spera in un rilancio sempre rimandato. È ora di finirla con questa modalità da perenne campagna elettorale fatta solo di annunci e promesse mancate». È quanto dichiarano i deputati del Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani e Laura Boldrini, sulle parole pronunciate dal ministro nel corso del Festival delle Regioni. Che aggiungono: «Invece di fare annunci roboanti destinati a rimanere tali, Urso solleciti la sottosegretaria Bergamotto che aveva promesso la convocazione di tavoli tecnici sulla vertenza Jsw nel mese di luglio ma sulla quale tutto ancora tace. È necessario che il ministro convochi con urgenza le parti sociali, insieme al sindaco e agli altri enti coinvolti Regione e Autorità di sistema portuale, spieghi se il piano industriale presentato da Jsw sia accettabile o meno, e quale sia conseguentemente il cronoprogramma delle opere che l’azienda indiana si è impegnata a edificare a Piombino ormai 6 anni fa.
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