Gioco
Isola d'Elba, l’estate infinita non basta a evitare il flop: stagione al ribasso
Il presidente degli albergatori: «Bene settembre, ma negli hotel calo del 6-7%»
PORTOFERRAIO. Un mese di settembre e un inizio di ottobre eccezionalmente miti e con temperature al di sopra delle medie stagionali non è bastato all’industria vacanziera elbana a spostare nel segno positivo una stagione turistica non certo esaltante. Iniziata in sordina, i mesi canonici che avrebbero dovuto impostare la ripresa, luglio e agosto, sono stati ben al di sotto delle più rosee aspettative. In questi giorni tanti stabilimenti balneari e strutture ricettive sono rimasti aperti nel tentativo di sfruttare al meglio la coda della stagione, tanto che sono stati prolungati numerosi contratti ai lavoratori stagionali. Ma la flessione dell’alta stagione, secondo gli addetti ai lavori, sarà pagata a caro prezzo. Per cui il bilancio conclusivo non può che essere negativo. «È vero – ha spiegato il presidente degli albergatori dell’Elba, Massimo De Ferrari – mancano i dati relativi all’ultima settimana a cavallo fra settembre e i primi di ottobre. Ma tutto lascia supporre che la diminuzione di presenze nelle strutture ricettive isolane si colloca tra il 6 e il 7 per cento in meno rispetto alle passate edizioni. C’è solo il mese di settembre che fa registrare gli stessi numeri dell’anno precedente. Davvero troppo poco. Il resto, oramai, lo sapete». Una mano (e non di poco conto) l’avevano data le condizioni climatiche favorevoli e l’anticiclone che ha garantito il bel tempo. Ma non è stato sufficiente. Chi ha remato contro è stato il mercato straniero attratto da altre sirene del Mediterraneo; ma su tutto pesa il flop della componente dei Paesi di lingua tedesca, considerata un po’ come lo zoccolo duro del turismo nostrano che è mancata sensibilmente all’appuntamento estivo 2023. E le aziende elbane non sono riuscite, nel breve tempo, a individuare altri bacini da surrogare a quelli teutonici. Un’altra circostanza che è intervenuta negativamente sull’andamento di questa stagione è la recessione che ha colpito l’Europa e la classe media. «Sono aumentati a dismisura i costi – continua l’analisi Massimo De Ferrari – Sono cresciuti i prezzi dei beni di prima necessità, i trasporti, la benzina e chi ne ha più ne metta. È chiaro che le famiglie medie, prima di programmare un periodo di vacanza al mare, abbia guardato il suo borsellino e abbia fatto due conti. Così, la prima voce che è stata ridotta (se non soppressa del tutto) è stata quella relativa alle ferie, con la promessa di rifarsi in tempi migliori, se la congiuntura lo permetterà». Nella prima decade di ottobre dovrebbe continuare l’apertura dei maggiori e più grandi alberghi sull’isola d’Elba. «Passato questo periodo – aggiunge il presidente degli albergatori – a poco a poco le aziende chiuderanno i battenti». Ma se mestamente ci si sta preparando alla cessazione ufficiale della stagione 2023, si stanno buttando le basi per le prossime edizioni. «Chi è andato fortissimo in questo periodo in Toscana – dice De Ferrari – sono state le città d’arte. Diventa capitale per noi calamitare sull’Elba questo flusso di americani, giapponesi, asiatici e far loro conoscere l’Elba». Non mancano, tuttavia, le voci fuori dal coro. In particolare tra gli operatori che lavorano sulle spiagge. Note positive invece giungono dall’azienda ‘Il Convio’ di Cavoli. «Quest’anno – dice il gestore Adamo Spinetti – abbiamo avuto il 25% in più, grazie a un agosto e settembre eccezionali». Anche al Camping Valle Santa Maria di Lacona che chiuderà il 5 novembre prossimo. «A luglio abbiamo avuto un consistente calo – conclude Gabriele Rotellini – Ma ci siamo rifatti con agosto e settembre».
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