Sicurezza
San Vincenzo, da due anni cercano Rona la loro cagnolina scomparsa
È un meticcio nero sparito nella tenuta di Rimigliano. I proprietari: «Non ci arrendiamo»
SAN VINCENZO. Da due anni cercano di ritrovare il loro cane, senza arrendersi. È la storia di una famiglia tedesca, quella di Andre Jedelhauser, e di Rona, la loro canina, un meticcio nero di 10 anni con le orecchie piegate. Erano in vacanza al Park Albatros nell’agosto 2021: mentre si apprestavano a salire in auto, dopo una mattinata alla Dog Beach, sulla via della Principessa, un rumore improvviso l’aveva spaventata ed era entrata a scheggia nella Tenuta grazie a un varco nella recinzione.
La famiglia ha passato i restanti giorni della vacanza cercando Rona, anche dentro la Tenuta, ha lasciato attaccati al varco dal quale era entrata abiti della famiglia, per l’odore, visto che non avrebbe avuto altri riferimenti per tornare da loro, essendo fuori dal suo territorio. «Sono ormai oltre due anni, per l’esattezza 25 mesi, che Rona si è allontanata dalla sua famiglia, da quando, cioè, ha cominciato a correre all’impazzata dentro la Tenuta di Rimigliano, dove era entrata grazie a un foro nella recinzione - scrive Andre - Tutti abbiamo pensato al peggio, da subito, visti gli animali selvatici che vivono nella Tenuta. La sua famiglia l’ha cercata senza sosta dal quel 14 agosto 2021. Abbiamo sparso la voce, condiviso l’appello, aperto i cuori sperando che Rona potesse “ascoltare” l’amore che si levava forte dal cuore della sua famiglia, perché, ne sono convinta, anche in mezzo alle difficoltà e alla distanza, c’è un filo invisibile fatto di amore profondo e indissolubile, un filo che lega un cane al suo padrone. Noi non lo vediamo, ma c’è».
Una storia d’amore che commuove. «Non ci siamo mai arresi del tutto, perché i cani hanno risorse incredibili - dice ancora Andrè - , ho sempre pensato e voglio continuare a pensare che uno di questi giorni Rona possa sbucare da un cespuglio, possa entrare nelle nostre case da un post pubblicato su uno dei tanti gruppi che si occupano di cani scomparsi per essere riportata dalla sua famiglia. All’epoca della comparsa chiesi al guardiano della Tenuta di Rimigliano, una persona gentile che permise alla famiglia di perlustrarla e che quotidianamente la ispeziona, se avesse trovato, nei suoi giri, resti che potessero far pensare a un attacco di qualche animale selvatico. Lui mi rispose che no, non aveva trovato niente e che, se fosse rimasta preda di lupi o cinghiali, sicuramente li avrebbe trovati. Quindi, per noi, Rona non era all’interno della Tenuta. Non sappiamo dov’è, con chi è, se sta bene oppure no ma il solo fatto di sapere che all’epoca non fu preda di lupi o cinghiali ci rincuora. Vi chiedo di continuare a cercarla e di condividere gli appelli della famiglia di Andre Jedelhauser».
L’appello è stato rilanciato da tantissime persone, tra San Vincenzo e Castagneto, attraverso Facebook. Un appello che chiedono di condividere anche su Il Tirreno. La speranza c’è ancora dopo due anni di ricerche a vuoto. «Le storie di gatti e cani tornati alle famiglie dopo molti anni ci dicono che un miracolo è possibile», dice Rosaria Lombardo. Che aggiunge: «Rona ha un chip tedesco. Purtroppo non esiste una banca dati nazionale ma solo delle banche dati regionali ed è difficile risalire al proprietario se il cane viene trovato fuori dalla regione di appartenenza. Ma continuiamo a sperare».
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