Sicurezza
Piombino, tagli al Banco alimentare: mancano 29 tonnellate di cibo. Servono latte, carne e olio
I volontari della San Vincenzo de’ Paoli chiedono aiuto ai cittadini
PIOMBINO. Diminuiscono gli aiuti alimentari inviati dal Banco Alimentare alla San Vincenzo de’ Paoli. In questi giorni stanno facendo riflettere i numeri snocciolati dalla San Vincenzo de’ Paoli di Piombino e dalla Caritas diocesana che denunciano una situazione purtroppo in linea con il quadro nazionale dove sono oltre 3 milioni le persone costrette a chiedere aiuti alimentari (il numero degli indigenti è molto più alto). Perciò a fronte delle 420 persone seguite dalla San Vincenzo de’ Paoli, la metà dei quali bambini, e delle circa 80 famiglie che si rivolgono all’Emporio solidale di via Don Minzoni, 64, è lecito chiedersi quanti siano gli aiuti che concretamente vengono destinati a queste importanti realtà. In concreto gli alimenti provengono dalle aziende del territorio, dai singoli privati, dalle collette alimentari e dal Banco Alimentare, organizzazione benefica che gestisce (essendo uno degli enti partner italiani) gli aiuti alimentari del FEAD, fondi europei per gli indigenti distribuiti nei vari paesi. «Annualmente - dice Enrico Eleuteri, presidente San Vincenzo de’ Paoli province Livorno e Grosseto - ci impegniamo a fornire al Banco Alimentare una documentazione completa dei nostri assisiti sulla base della quale vengono inviati i prodotti. Purtroppo i tagli statali hanno inciso sulle quantità tanto che si è passati dalle 42 tonnellate e mezzo del 2021 - un anno reso effettivamente eccezionale dal Covid - alle 30,5 tonnellate del 2022 alle attuali 13 tonnellate e mezzo».
Un dato quest’ultimo, che si ferma al 13 agosto e che può quindi ancora contare sui mesi di settembre, ottobre e novembre (la distribuzione degli aiuti avviene su 10 mensilità) ma che difficilmente riuscirà a superare le 21 tonnellate alla fine del 2023. «Fortunatamente- prosegue- riusciamo ad integrare con le quattro raccolte annuali: a marzo con i ragazzi delle scuole medie piombinesi, a maggio e ottobre con la sezione soci Coop e nell’undicesimo mese dell’anno con la colletta del Banco Alimentare che quest’anno si svolgerà il 18 novembre». Le prime tre raccolte del 2022 hanno fruttato circa 2 tonnellate di prodotti ciascuna, mentre quella di novembre addirittura nove tonnellate, una quantità raggiunta in un solo giorno davanti ai supermercati della Val di Cornia. «I nostri cittadini si confermano molto generosi- sottolinea Cristina Guerra, presidente San Vincenzo de’ Paoli Piombino- e lo dimostrano ogni volta che ne hanno l’occasione». Ma non è finita qui. La legge Gadda permette il recupero di scorte di cibo in buono stato ma prossimo alla scadenza. Così due volte alla settimana la grande distribuzione di Piombino, San Vincenzo e Venturina Terme rifornisce i volontari della San Vincenzo de’ Paoli che si recano presso i punti vendita con i loro pulmini, ma a dare il proprio contributo sono anche due forni di Venturina, 3 di Piombino e alcuni bar che mettono da parte cornetti o altri prodotti da colazione. «Ad aiutarci con i loro prodotti- sottolinea Eleuteri- sono anche alcune aziende ortofrutticole mentre villaggi e hotel, specie a fine stagione, ci fanno avere prodotti alimentari e persino elettrodomestici quando li devono cambiare. Ed è grazie alle singole donazioni- prosegue- che possiamo acquistare tutto ciò che manca perché nonostante questa grande generosità frutta e verdura restano insufficienti».
Capita poi che la chiamata arrivi dalla Capitaneria di porto o dalla Guardia di Finanza che destinano all’organizzazione caritativa pesce e materiale vestiario sequestrato. Ciononostante, continuano a scarseggiare alcuni alimenti come biscotti, latte (entrambi destinati ai più piccoli), carne in scatola, tonno, olio e a fronte di 12.000 euro di aiuti economici arrivati da gennaio ad oggi, ammontano a 16.000 euro le uscite tra benzina, utenze e acquisti di ogni genere. «Un tempo era frequente che i dipendenti di molte aziende del territorio- chiosa Eleuteri- si autotassassero con appena 10 euro annui da destinare alla San Vincenzo de’ Paoli, una pratica purtroppo diventata in disuso che però sarebbe importante riuscire a ripristinare».
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