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Piombino, nasconde un fucile nel bastone: arrestato. Rischia fino a 6 anni

di Gabriele Buffoni
Piombino, nasconde un fucile nel bastone: arrestato. Rischia fino a 6 anni

L’uomo aveva un attrezzo da trekking modificato per sparare

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PIOMBINO. Una vera e propria arma. Pronta per essere caricata con proiettili calibro 8 millimetri e (in base alle verifiche dei militari della guardia di finanza di Livorno) «pienamente idonea a sparare». Ma a differenza di un normale fucile da caccia (che necessita di obbligatorio porto d’armi e deve essere registrato presso le autorità competenti), in questo caso l’arma era del tutto artigianale e opportunamente nascosta sotto le sembianze di un innocuo bastone da trekking in metallo. A fare quest’agghiacciante scoperta sono state proprio le fiamme gialle provinciali che, coordinate dal comando di Livorno, stavano eseguendo nei giorni scorsi dei controlli di routine su mezzi e persone lungo alcune delle arterie stradali più trafficate della costa. E che per questo hanno arrestato il proprietario dell’arma impropria – un quarantenne residente nell’area di Piombino – che si è giustificato dicendo solo di essere un appassionato di caccia: l’uomo ora rischia da uno a sei anni di reclusione e una multa salata (da mille fino a 15mila euro) per porto d’armi clandestine.

Tutto avviene nella giornata di mercoledì, durante una di queste operazioni di monitoraggio del territorio (un’attività intensificatasi durante il periodo estivo ma che vede da tempo la guardia di finanza in prima linea anche per interventi che non riguardano le indagini di natura strettamente economico-finanziaria). La pattuglia delle fiamme gialle è appostata su una strada nella zona tra Piombino e San Vincenzo: i militari stanno eseguendo fermando “a campione” alcuni veicoli. A un tratto fanno accostare a margine della strada un furgoncino guidato da un quarantenne piombinese. L’uomo, una volta identificato, spiega che si sta spostando in quel momento per ragioni professionali da un centro all’altro della Val di Cornia. I militari così procedono a una rapida ispezione del mezzo ed è in quel momento che la loro attenzione viene attirata dal bastone da trekking posizionato nel cassone del furgone, confuso in mezzo agli altri attrezzi da lavoro. In particolare a far sorgere i primi dubbi agli uomini della Finanza è l’impugnatura, piuttosto anomala rispetto agli altri strumenti tipici del trekking: in questo caso infatti spicca un chiodo piegato in maniera tale che subito agli occhi dei militari ricorda un grilletto. Insospettiti, procedono quindi a un più accurato controllo del bastone scoprendo così che l’attrezzo è stato modificato artigianalmente in precedenza per trasformarlo in un vero e proprio fucile. E trovando, durante una perquisizione più attenta anche all’interno del mezzo di trasporto, ben due cartucce calibro 8 millimetri compatibili con la canna dello strumento.

Nello specifico l’arma – lunga in totale circa un metro – è risultata essere costituita di base da un bastone da trekking che però presentava all’interno una canna con camera di cartuccia lunga circa 92 centimetri. Inoltre, come un qualunque fucile, era munito di otturatore, percussore centrale a molla e, appunto, grilletto per azionarlo nell’impugnatura ricavato grazie a un chiodo piegato. Per caricarlo era sufficiente svitare l’impugnatura, inserire la cartuccia e poi (una volta richiuso il manico) il bastone risultava pronto per sparare. Per giustificarsi l’uomo – arrestato dai militari che hanno subito sequestrato l’arma – ha dichiarato di essere un appassionato di caccia: un motivo però tutt’altro che valido per giustificare il possesso del fucile clandestino su cui le fiamme gialle stanno proseguendo le indagini per chiarirne l’origine (se cioè è davvero opera del quarantenne o se invece sia stato acquistato da un altro individuo).

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