La protesta
La notte dei miracoli delle tartarughe a Costa Est e Lacona: 132 corrono in mare
Bruciati i tempi d’attesa a Piombino, a Capoliveri problemi per l’inquinamento luminoso
PIOMBINO. 132 baby caretta caretta in corsa verso il mare. È stata la notte delle tartarughe marine quella tra venerdì e sabato: divise da un canale. 51 sulla Costa Est, nel Comune di Piombino in località Il Pino, anticipando i tempi previsti. In contemporanea 81 a Capoliveri, sulla spiaggia di Lacona dove le piccolette erano attese da più di una settimana. Forse avrà giocato il caldo estremo pure negli ultimi giorni, o forse i piccoli rettili hanno trovato il modo di mettersi in salvo dalle preannunciate, pessime previsione meteo. Eventi comunque seguiti con grande attenzione da “addetti ai lavori”, volontari, turisti.
Il Pino, nido il 4 agosto
«Hanno aspettato solo che la temperatura abbassasse un po’poi hanno cominciato ad uscire dal cratere – racconta Luana Papetti (tartAmare) – in tutto 51. Prima 19, poi 12. .. a seguire in più manade, poche per volta. Presenti tantissime persone, nessun disturbo». Gruppo scientifico di tartAmare al completo. Il controllo h24 era appena cominciato. «La mattina (venerdì ndr) si è formato il cratere che avvisava delle probabile schiusa imminente – aggiunge Papetti – . L e tartarughe marine hanno bruciato, con un po’ di anticipo, i tempi previsti coi data logger. Così è stato subito realizzato il corridoio fino al mare, grazie alla collaborazione del Comune di Piombino che non è mai mancata». Spettacolo della natura ancora in corso sulla spiaggia del Pino. Gran bella storia d’estate cominciata nel tardo pomeriggio del 4 luglio scorso quando mamma tartaruga viene ripresa mentre rientra in mare dopo aver deposto le uova. «Ancora non era tramontato il sole al parco della Sterpaia e la caretta caretta qui aveva scelto proprio il posto più idoneo – spiega Luana Papetti – anche se la spiaggia è molto frequentata. tartAmare col Wwf, collaudata collaborazione che procede da anni, hanno assicurato al nido un presidio quotidiano; così è rimasto in pace, protetto, controllato. Le nostre previsioni? Nascite dal 28 agosto, invece la schiusa con leggero anticipo e primi arrivi venerdì sera dalle 21,30. Ora aspettiamo».
A Lacona, troppe luci
«Sono nate 81 tartarughine marine – conferma Legambiente Arcipelago Toscano – . Ma c’è stato un forte disturbo per l’inquinamento luminoso. Alcuni esemplari sono stati salvati dai volontari dopo essere tornati a riva attratti dalle luci». Nascita capoliverese su una spiaggia - del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Comune di Capoliveri - attesa giorno e notte da più di una settimana dai volontari di Legambiente e da centinaia di turisti. Baby tartarughe finalmente uscite dal nido e nel modo più spettacolare, anche se non sono mancati i problemi. «Alle 21, 45 del 25 agosto si è formato nella sabbia del nido il cratere che di solito, ma non sempre, annuncia la schiusa – aggiungono a Legambiente – .
Alle 21,54 le prime caretta caretta hanno iniziato a far capolino ma si è subito capito che lì sotto erano in molte a spingere per emergere e presto il piccolo cratere brulicava di piccole tartarughe che hanno iniziato la loro corsa verso il mare che le prime hanno raggiunto alle 22, 06, illuminate dalle luci risse delle torce che non le disturbano». Qualcuno si è accorto che alcune baby tartarughe venivano attratta dalle luci bianche lungo la costa; questo anche se l’intero percorso protetto che le accompagnava verso il mare era schermato da rete ombreggiante. «Alla fine, tra il tifo discreto e la meraviglia di una piccola folla che le aspettava come delle star, ben 81 tartarughine hanno raggiunto insieme il mare, un record almeno per l’Elba . Ma lì – si sottolinea – per diverse di loro sono iniziati i problemi. Infatti, diversi esemplari sono stati riattratti verso riva dalle luci degli esercizi turistici, un inquinamento luminoso costiero fortissimo, tanto che qualcuno ha detto che più che le dune di un parco nazionale sembrava un lunapark». Intercettate dai volontari che hanno usato torce e telefonini per “ reindirizzarle” verso il mare. «All’Elba l’inquinamento luminoso costiero si era già rivelato un problema negli anni passati con le schiuse a Marina di Campo, dove molte tartarughine vennero richiamate dalle luci del porto e di stabilimenti balneari – si sottolinea a Legambiente – , e di Straccoligno, dove una tartarughina finì in una festa di matrimonio attratta dalle luci. Sempre a Marina di Campo, nel 2017 il secondo tentativo di nidificazione della tartaruga Federica fallì perché venne attratta dalle luci dei lampioni, finendo sulla strada asfaltata costiera dove rischiò di essere travolta dalle auto in transito». Legambiente Arcipelago Toscano ringrazia «volontarie e volontari che hanno vigilato e vigilano giorno e notte sul nido di Lacona e che hanno impedito che un piccolo miracolo si trasformasse in dramma per decine di piccole e preziose tartarughe marine» e invita «Parco nazionale e Comuni, anche in vista dei rinnovi delle concessioni balneari, ad adoperarsi, anche attraverso incentivi, affinché le luci killer delle tartarughe vengano sostituite con luci turtle-friendly già in commercio». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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