Il Tirreno

Il sopralluogo

Incendio all’Elba, interviene anche il reparto speciale dei forestali per mappare la devastazione con il super-drone

di Gabriele Buffoni
Incendio all’Elba, interviene anche il reparto speciale dei forestali per mappare la devastazione con il super-drone

I carabinieri del Niab (Nucleo informativo antincendio boschivo) sono arrivati ieri da Roma. Con la loro strumentazione all’avanguardia costruiranno un modello 3D degli ettari bruciati

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RIO. Un super-drone con tecnologia laser all’avanguardia. È questo lo strumento avveniristico utilizzato ieri mattina in un primo sopralluogo – un altro avverrà oggi, dato che ieri le alte temperature non hanno permesso un volo prolungato dell’apparecchio – dai carabinieri forestali del Niab, il nucleo informativo antincendio boschivo arrivato sull’isola direttamente da Roma per aiutare i militari elbani nelle indagini e nella conta dei danni provocati dal rogo di Rio.

L’obiettivo dei carabinieri è infatti quello di creare una mappa tridimensionale della devastazione causata dall’incendio «fino a un margine di risoluzione – spiegano i tecnici intervenuti – anche di 20 centimetri» rispetto alla realtà. Valutando così al meglio la quantità di ettari di macchia mediterranea andati in fumo nella notte tra lunedì e martedì. «Per questo tipo di rilievi utilizziamo un sensore Lidar montato sul drone – spiegano i militari del Niab – una sorta di laser-scanner che acquisisce punto per punto la superficie a terra con un’altissima densità: viene così creata una nuvola di punti in tre dimensioni senza alcuna informazione se non quella del posizionamento dello spazio. Vengono poi aggiunti a questo rilievo gli scatti fotografici effettuati in contemporanea dal drone in volo, in modo da avere una ricostruzione chiara e “colorata” come è nella realtà». Con questo tipo di modello «riusciremo a verificare il grado di danno effettivo dell’incendio sulla vegetazione – assicurano i carabinieri del nucleo romano – solitamente ci prepariamo con più tempo, per cui importiamo un modello del territorio colpito già nel sistema del drone che poi “lanciamo” con un volo automatizzato. Stavolta invece siamo partiti in tempi brevi per fornire una più rapida valutazione – concludono – quindi procederemo con il volo manuale seguendo un reticolato dettato dal radar».

Questo procedimento ha impegnato ieri mattina per alcune ore sia i forestali elbani che i militari arrivati da Roma. E si è già arrivati a una prima mappatura – le stime parlerebbero di una ventina di ettari bruciati, quindi un quadro migliore rispetto a quello delineato ieri dagli addetti alla logistica dell’antincendio (che parlavano di 28 ettari andati in fumo) – che verrà perfezionata con un secondo sopralluogo questa mattina.

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