Il Tirreno

Tribunale

Caso-Pianosa, indagini sulle percosse in carcere: l’udienza dal Gip a inizio ottobre

di Sabrina Chiellini
Caso-Pianosa, indagini sulle percosse in carcere: l’udienza dal Gip a inizio ottobre

Detenuto fa opposizione alla richiesta di archiviazione

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PIANOSA. È fissata per l’inizio di ottobre l’udienza in cui sarà discussa l’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Livorno per il reato di tortura contestato in modo particolare a uno dei 37 indagati nell’indagine che avrebbe portato alla luce un contesto di presunta illegalità nella casa di reclusione di Porto Azzurro dove, sarebbero avvenuti abusi e violenze sottovalutati dai vertici. A presentare opposizione, secondo quanto si apprende, è stato uno dei legali di uno dei detenuti che nel 2019 ha trovato la forza di presentare i primi esposti. Un episodio in cui era stato, stando alla denuncia, spogliato, ammanettato e picchiato come forma di rappresaglia dopo che avrebbe cercato di opporsi alle angherie di una “squadretta” di guardie. Una lunga indagine che, a seguito di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha permesso agli investigatori di indagare su più fatti collegati alle attività della Penitenziaria sull’isola dove il carcere di Porto Azzurro ha mantenuto un presidio per la manutenzione e coltivare un orto biologico. Un contesto di veleni e sospetti che, secondo la Procura, non sono tali da costituire reati.

A distanza di alcuni anni (i primi esposti sono del 2019) si apprende che c’è una richiesta di archiviazione (gli elementi raccolti non consentono di prevedere una ragionevole previsione di condanna degli indagati) su cui dovrà decidere un Gip del tribunale di Livorno. Tutto parte dalle denunce dei detenuti ma poi, strada facendo, il puzzle si “arricchisce” di altri elementi, tanto che gli investigatori si trovano a svolgere indagini in più direzioni, compresa la gara di appalto per la gestione dell’albergo sull’isola, indetta dal Comune nel 2021 (i vincitori dell’appalto sono completamente estranei alla vicenda). Gara che però ha fatto il suo corso ed è stata vinta dal maggior offerente come le successive, senza subire interferenze.

Il sindaco di Campo, Davide Montauti, dice di essere venuto a conoscenza delle indagini solo attraverso le cronache dei giornali. Restano in silenzio altre persone coinvolte nell’indagine per varie ipotesi di reato. «Qualcuno ha voluto sollevare un polverone – dice una delle persone intercettate dai carabinieri di Livorno – sono cose senza fondamento». Sull’isola che, come altre destinazioni turistiche, registra una lieve flessione delle visite esterne, le guardie carcerarie sulle quali si è indagato non ci sono più, così come il direttore del carcere all’epoca dei fatti su cui si è indagato.


 

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