Il Tirreno

Il caso

Elba, costretto a rimanere sul molo il nuovo vicedirettore del Tg1: «Arrivato in tempo, ma mi hanno negato il biglietto a bordo»

di Gabriele Buffoni
Elba, costretto a rimanere sul molo il nuovo vicedirettore del Tg1: «Arrivato in tempo, ma mi hanno negato il biglietto a bordo»

La disavventura vissuta dal giornalista elbano Senio Bonini, fresco di nomina alla vicedirezione del Tg1 Rai: il suo racconto e la replica della compagnia di navigazione

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PORTOFERRAIO. Oltre al danno, pure la beffa. Un’odissea vera e propria quella vissuta nella giornata di giovedì 24 dal giornalista elbano Senio Bonini, fresco di nomina alla vicedirezione del Tg1 Rai e di ritorno a Portoferraio per trascorrere qualche giorno in compagnia della famiglia. Iniziata a Roma e terminata sul molo di Piombino dove è arrivato di corsa «giusto in tempo per l’imbarco – racconta – ma senza biglietto, contando di poterlo fare a bordo». Qui invece si è visto chiudere in faccia il portellone del traghetto Corsica Express Three delle 12,37: impossibile per lui (come per chiunque altro) presentarsi senza carta d’imbarco debitamente prenotata in anticipo e chiedere di pagare il biglietto a bordo, come su un qualunque altro mezzo di trasporto pubblico.

Ma andiamo con ordine. Perché nell’odissea vissuta da Bonini la disavventura al molo è solo la diretta conseguenza «di un sistema di trasporti e di collegamenti per Piombino del tutto inefficiente – spiega il vicedirettore del Tg1 – quando ho iniziato a lavorare come cronista, proprio al Tirreno, già ne scrivevamo. Oggi ho amaramente constatato che tutto è rimasto come tanti anni fa». Dopo essersi alzato alle 4 del mattino e aver lavorato, per Bonini è iniziato il lungo ritorno a casa. «Sono partito in treno da Roma e arrivato a Campiglia Marittima – spiega – ma ovviamente una volta sceso in stazione non ho trovato né altri treni né autobus che mi collegassero in tempi rapidi a Piombino, dato che l’ultimo disponibile era partito solo pochi minuti prima: evidentemente – commenta – è ancora oggi immpossibile coordinare coincidenze ferroviarie o anche un servizio autobus con l’arrivo di altri convogli. Avevo però voglia di tornare a casa dia miei figli – racconta – li avevo visti l’ultima volta a inizio agosto, quando li ho portati sull’isola, e da allora ero sempre rimasto a Roma per lavoro. Mi sono così deciso a prendere un taxi: 42 euro per 20 minuti di corsa, ma almeno sono arrivato sul molo in tempo per l’imbarco del traghetto Corsica Ferries delle 12,37».

Ma è qui che per il giornalista arriva la beffa. «Ho chiesto di poter fare il biglietto a bordo, come altre innumerevoli volte avevo fatto in questi anni di corse all’ultimo secondo – racconta Bonini – ma mi è stato risposto che non si poteva più fare. Ero disperato, volevo solo tornare a casa, ho anche fatto presente di essere un nativo elbano e che ero pronto a dare a chi di dovere i miei documenti ma mi è stato detto che essendo a ridosso dell’imbarco non sarei risultato sulla lista passeggeri e che questa non si poteva aggiornare. Mi hanno invitato ad allontanarmi dal traghetto, così sono andato alla biglietteria per protestare ma la spiegazione è sempre stata la stessa: non si può, senza in realtà darmi una motivazione plausibile. Alla fine – conclude – ho dovuto attendere un’ora e dieci per prendere un altro traghetto e arrivare sull’isola».

La compagnia Corsica Sardinia Ferries, contattata dal Tirreno, ha spiegato che «dal mese luglio non è più possibile effettuare prenotazioni a bordo del Corsica Express Three. Nel caso specifico, mancando due minuti alla partenza nave, anche le soluzioni smart ticket in piazzale o in biglietteria non sono state praticabili. C’è poi una questione di sicurezza – concludono dalla compagnia – legata alla registrazione dei passeggeri: fosse arrivato prima una soluzione forse sarebbe stata possibile, non così a ridosso dell’imbarco».

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