Gioco
Incendio all’Elba, inizia la conta dei danni: 28 ettari andati in fumo nell’inferno di fuoco a Rio
La stima degli addetti alla logistica è drammatica, e potrebbe essere bassa. Anche ieri i volontari dell’antincendio attivi per contrastare gli ultimi focolai
RIO. L’emergenza a Rio non è ancora finita e i controlli sulla zona percorsa dal fuoco proseguiranno anche nei prossimi giorni. Mentre si procede alla bonifica e al controllo, si fanno le prime stime del maxi-incendio che ha colpito Rio nella zona di San Felo nella notte tra lunedì e martedì.
Le fiamme sono divampate intorno alle 21,30 e hanno richiesto un grande lavoro di mezzi e di uomini. In tutto sono circa 250 le persone che sono state impiegate durante la notte e nella giornata del 22 agosto, tra vigili del fuoco, associazioni antincendio e volontari coadiuvati (dall’alba di martedì) da elicotteri e canadair. Nonostante l’imponente macchia antincendio le fiamme hanno distrutto 28 ettari di vegetazione: è la stima fatta nella mattinata di ieri dagli addetti alla logistica che sono tornati sulla zona una volta spenti definitivamente anche le ultime riprese di rogo.
Dalla serata del 22 agosto fino alla mattina del 23 le squadre antincendio non hanno mai smesso di vigilare sulla riattivazione di alcuni focolai che si sono manifestati alimentati dal vento nelle zone già percorse dal fuoco. Con le prime luci dell’alba di ieri due elicotteri della Regione – quello di stanza all’Elba e un altro proveniente da Livorno – si sono alzati in volo per monitorare la situazione e continuare a buttare acqua sui focolai ancora in atto. Il lavoro delle squadre antincendio è poi proseguito per tutta la giornata ma l’attenzione resta alta e le squadre saranno in zona per monitorare ancora per oggi. E, in base al clima e alle temperature (in questi giorni molto alte), andranno avanti anche nei prossimi giorni in modo da intervenire immediatamente se si dovessero manifestare altre situazioni di pericolo. Vicino alla zona percorsa dall’incendio è stata posizionata dagli uomini dell’Unione di Comuni coline metallifere una vasca con 25 mila litri di acqua a cui attingere in caso di ripresa del fuoco.
L’attenzione è massima per evitare quanto accaduto nelle 48 ore precedenti. Sono stati momenti di grande paura. Le fiamme durante la notte hanno sforato abitazioni e strutture turistiche. Oltre 700 le persone (questo il primo dato emesso dalla Regione, la protezione civile parla di un migliaio di sfollati) che hanno dovuto abbandonare abitazioni, campeggi e strutture per sfuggire alle fiamme. L’Anpas Elba ha pensato al coordinamento per il supporto alla popolazione e intorno alla mezzanotte di lunedì ha allestito circa 150 posti letto per gli evacuati nelle strutture messe a disposizione dal Comune di Rio. Nella mattinata di martedì agli sfollati è stato dato il via libera per rientrare: una ventina i volontari che si sono dato il cambio per i trasferimenti contando su sette mezzi e un’autoambulanza.
Finita l’emergenza si inizia a fare i conti con quanto accaduto anche se una stima dei danni è prematura perché prima di tutto «dobbiamo capire quali danni ci sono stati – spiega il sindaco di Rio Marco Corsini – non sono state danneggiate strutture pubbliche ma dobbiamo quantificare quelle alle strutture private e poi capire se dobbiamo procedere con la riforestazione. Sto anche valutando se chiedere lo stato di calamità naturale alla regione che darebbe accesso a maggiori risorse per i risarcimenti». Resta però l’amarezza e la rabbia per questi «appuntamenti fissi con le fiamme» che ormai tartassano o da tre anni il territorio riese. «Eventi che questa volta hanno messo a rischio anche la vita delle persone – conclude il sindaco di Rio Corsini – aspettiamo l’esito delle indagini e poi valuteremo la situazione e quello che potremmo fare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
