Il Tirreno

Sanità

Ospedale di Portoferraio, oltre 80 domande di medici pronti a trasferirsi

L’ospedale di Portoferraio
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L’ospedale di Portoferraio

Dopo gli incentivi messi in campo dalla Regione per mantenere i servizi

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PORTOFERRAIO. Sono circa 80 le domande di medici che hanno dato la loro disponibilità a lavorare all'ospedale di Portoferraio. Per tutta l’estate medici già in servizio in ospedali dell’Asl Toscana nord ovest si sono dati il turno in corsia a Portoferraio per garantire i servizi di ortopedia, medicina, nefrologia. Anestesisti, ortopedici, medici di medicina d’urgenza, arrivati in buon numero dall’ospedale Lotti di Pontedera che hanno risposto alla ricerca di personale dell’Asl nord ovest. Nel frattempo la Regione Toscana, vista la crescente difficoltà che l’azienda sanitaria incontra per mantenere aperti i servizi ospedalieri, ha messo in campo azioni straordinarie con incentivi mirati a reperire personale disposto a lavorare sull'isola fino a 8 settimane all'anno, data la mancanza di personale medico. Anche se le domande presentate sono numerose, non è ancora chiaro quante siano quelle dei giovani medici e quelle presentate da professionisti con anni di esperienza .

I tempi sono questi: non si trovano medici a sufficienza, in particolare specialisti, interessati a lavorare nella sanità pubblica. Molti “emigrano” verso strutture private, dove possono guadagnare di più. Si trovano ancora meno per alcune realtà territoriali periferiche, come può essere l’isola d’Elba: i giovani medici in genere cercano di lavorare in ospedali più grandi, dove possono fare pratica e avere una casistica più ampia sui cui imparare. Così la giunta regionale ha deciso di lanciare un avviso, esteso a tutti i medici del servizio sanitario toscano (finora la ricerca era limitata alla sola azienda Usl Toscana nord ovest), interessati a lavorare da una fino ad un massimo di cinque settimane l’anno al presidio ospedaliero dell’isola. In cambio avranno il rimborso di vitto ed alloggio, come fossero in missione, e duemila euro lordi settimanali di indennità di disagio per l’adesione al progetto. Lavoreranno trentotto ore a settimana, mentre alle aziende di provenienza sarà garantita una produttività aggiuntiva (l’equivalente degli straordinari di altri contratti) affinché nessun servizio rimanga sguarnito. In questo modo l’estate è già stata “sbarcata”. La giunta regionale ha messo in campo anche una seconda azione di carattere strutturale rivolta ai giovani medici: bandi per concorsi specifici, con assunzioni a tempo indeterminato nel servizio sanitario regionale e l’opportunità di iniziare il proprio percorso di carriera, almeno per i primi tre anni, sull’isola (con la possibilità di frequentare e formarsi in centri di eccellenza non solo del territorio, sei mesi di ospitalità gratuita nella foresteria dell’azienda, incentivi economici e tempi più brevi nei percorsi di carriera). Dopo tre anni un medico potrà scegliere di spostarsi altrove all’interno dell’azienda Usl nord ovest. Chi sceglierà di rimanere all’Elba per sei anni, invece, al termine del periodo potrà spostarsi in una qualsiasi altra azienda toscana. Ma i medici, chiaramente, potranno anche scegliere di rimanere a svolgere la propria professione sull’isola: possibilità estesa anche ai dottori, già assunti, che si candideranno per svolgere attività all’Elba, con una maggiorazione del 50 per cento dell’incarico professionale al momento del trasferimento. Oltre al numero delle richieste, ora gli addetti ai lavori aspettano di vedere in cosa sono specializzati i dottori che hanno presentato la domanda, sapendo che all’Elba c’è bisogno di ortopedici e di medici dell’emergenza.
 

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di Redazione web