Il Tirreno

L'estate della crisi

Elba, che succede? Meno turisti anche ad agosto. Gli Albergatori: «Ecco i fattori che stanno incidendo»

di Antonella Danesi
Spiagge affollate
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Spiagge affollate

Calo del 6% fino al 18, solo Ferragosto in linea col 2022. La speranza è affidata a settembre. Massimo De Ferrari indica una possibile strada da seguire per la ripresa

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PORTOFERRAIO. Settembre potrebbe essere il mese che porta un miglioramento nell’andamento del turismo elbano, che anche per le prime settimane di agosto continua ad avere un segno meno. Dall’1 al 18 agosto, infatti, secondo le stime del presidente dell’associazione Albergatori Massimo De Ferrari tra i loro iscritti sono state perse circa il 6% di presenze rispetto al 2022. Ferragosto si è confermato più o meno con gli stessi numeri degli anni scorsi, perché l’Elba resta sempre una delle mete preferite per la festa di mezza estate, ma quei pochi giorni del ponte non sono bastati a compensare il calo degli arrivi che si è mantenuto più o meno stabile dall’inizio della stagione.

«Per settembre l’andamento delle prenotazioni è sulla stessa media delle stagioni passate. Il venduto è in linea con lo scorso anno – conferma De Ferrari –: abbiamo qualche difficoltà nei primi giorni ma poi la situazione migliora anche perché a quel punto i prezzi sono calati». I prezzi sono indicati come uno dei fattori che influisce sul calo delle presenze di quest’anno e che ha comportato un’ulteriore contrazione nella durata del soggiorno. Da una decina di giorni delle stagioni passate siamo arrivati a 4-5 giorni. Un aspetto che viene ormai evidenziato da qualche tempo ma che in questo 2023 si è fatto particolarmente incisivo. «Siamo diventati tutti più poveri e questo ha avuto un effetto negativo sul turismo – continua De Ferrari –: da noi è mancato anche il tradizionale turismo straniero, ad esempio il tedesco. Oggi gli americani e gli asiatici viaggiano e vengono nelle città d’arte ed è lì che ci dobbiamo rivolgerci».

«Aprire nuovi mercati», è anche il suggerimento di Alessandro Gentini, vicepresidente degli albergatori e titolare dell’albergo Elba a Campo nell’Elba. «Dopo 25 anni di esperienza non siamo più stati presenti nei mercati – considera – e se si lascia la postazione , questa viene presa da altri e poi diventa sempre più difficile riposizionarsi. Non essere alle fiere e agli eventi è stato dannoso per il nostro turismo e quest’anno lo abbiamo visto». L’albergo di Gentini lo scorso anno ha fatto quasi il tutto esaurito per la stagione. Quest’anno non è così.

«Alcuni clienti che vengono ormai da anni – racconta - hanno accorciato il periodo di permanenza e questo non è solo per la mia struttura ma anche per le altre della zona e le motivazioni sono molte».

Tra queste uno degli aspetti da tenere presente è proprio il rapporto qualità prezzo. «Una mancanza di spessore ad esempio – considera - nell’offerta dell’intrattenimento e nel decoro del paese e nella qualità dei servizi, in quello che i clienti si aspettano. Eppure il turismo, negli anni ‘50 è partito proprio da qui e noi da sempre siamo stati una meta ambita. Le presenze degli italiani hanno retto, ma non sono riuscite a compensare anche la mancanza degli stranieri che quest’anno si è fatta sentire. Alla fine della stagione dovremo fare un bilancio complessivo per veder come è andata. Aspettiamo settembre. Se ci saranno miracoli ben vengano».

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