Il Tirreno

Il caso

Piombino, calamite con la faccia di Mussolini esposte in un negozio del centro

Piombino, calamite con la faccia di Mussolini esposte in un negozio del centro

Pd e Anpi attaccano i “nostalgici” fascisti e subito vengono rimosse

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PIOMBINO. Calamite con la faccia di Benito Mussolini e il saluto romano, sotto innocue barchette colorate e cagnolini, esposte in un negozio del centro di Piombino. Sono mezze nascoste su un espositore, ma se ne accorge un passante nei giorni di ferragosto che scatta una foto e la pubblica su Facebook. E sui social si scatena l’indignazione. Associazione partigiani e Partito democratico attaccano i nostalgici fascisti, e subito le calamite vengono rimosse. Così come il post. Ma la polemica continua.

«Nel giorno in cui un generale delle Forze Armate si paragona a Giulio Cesare e insulta e denigra chi non la pensa come lui – scrive l’Unione comunale del Pd – in una cartoleria di Piombino appaiono delle calamite con il volto del duce e alcuni slogan fascisti; sembra siano già state rimosse. I due fatti ci spingono a ribadire il valore anche educativo che avrebbe avuto la legge proposta da Emanuele Fiano che includeva nell’apologia di fascismo la vendita di cimeli e souvenir simili se questa non si fosse arenata alla Camera. Vendere roba simile in una città medaglia d’oro della Resistenza come Piombino è per noi un’aggravante e anche un’offesa della memoria collettiva. Come partito ci attiveremo con le nostre rappresentanze in consiglio comunale perché anche nella nostra città vengano adottate misure e sanzioni nei confronti di chi vende cimeli fascisti così come è stato fatto in altre parti d’Italia. Viva l’Italia libera e antifascista sempre».

Interviene anche l’Anpi con una nota del presidente Mario Giannullo. «E così anche a Piombino i fascisti escono allo scoperto – scrive il presidente – In un negozio del centro storico, il proprietario ha esposto in bella vista degli adesivi con l’immagine di colui che dopo aver fatto usare il manganello e l’olio di ricino per gli oppositori si macchiò, lui è i suoi sodali, di crimini orribili: dalle leggi razziali al massacro di tanti soldati e civili in una guerra terribile, alle stragi commesse insieme ai nazisti. Le vittime di Sant’Anna di Stazzema, di Marzabotto e degli altri luoghi delle stragi, chiedono ancora giustizia. Esporre l’effige di Mussolini a Piombino, Medaglia d’Oro al Valor Militare di cui il 10 settembre ricorderemo l’anniversario della battaglia, rappresenta un insulto e una provocazione. Sono sicuro d’interpretare la rabbia di tanti cittadini per tale provocazione. Il discorso con i fascisti l’abbiamo chiuso il 25 Aprile 1945, anche a Piombino».

Intanto le calamite sono sparite. Il Tirreno ha fatto visita al presunto negoziante ma sugli espositori non c’è traccia di calamite fasciste. Unico indizio: il titolare si risente alla domanda del giornalista e risponde che lui non ne sa niente, «ma non c’è niente di male a vendere gadget di Mussolini, se li vendono in Romagna con quelle di Stalin e Che Guevara...» E aggiunge: «Io sono ateo e vendo anche i santini. E pure i gagliardetti di una squadra che detesto».

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