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Elba, l'estate delle tartarughe: primo nido da record

di Antonella Danesi

	L’apertura del nido di Galenzana
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L’apertura del nido di Galenzana

Aperto il rifugio di “mamma Fiorella” a Galenzana 104 nascite su 127 uova, successo di schiusa dell’82%

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MARINA DI CAMPO. È un nido record quello che la tartaruga marina Fiorella aveva fatto sulla spiaggia di Galenzana. Le prime 54 tartarughine erano uscite dal nido nella notte tra il 5 e il 6 agosto. Nel tardo pomeriggio del 17 agosto il nido è stato aperto, come da prassi, per verificare le nascite e le uova deposte ed è stato decretato che Fiorella, con la deposizione di 127 uova, ha battuto “mamma Federica”, la prima Caretta Caretta che nel 2017 nidificò sulla spiaggia di Marina di Campo con 116. Nella giornata di giovedì le Università di Pisa e Firenze assistiti dai volontari di Legambiente sono arrivati sulla spiaggia per scavare il nido in cui poco più di due mesi prima erano state depositate le uova, il primo della stagione. Dal nido, piano piano sono usciti i gusci aperti e le uova non schiuse che durante la delicata operazione sono stati conteggiati e messi al sicuro, in attesa delle analisi genetiche che saranno effettuate. «Il nido di Galenzana – hanno fatto presente da Legambiente – si è rivelato fin da subito una scelta perfetta per mamma tartaruga ma anche animalo perché conteneva molte foglie di Posidonia oceanica frammiste alla sabbia. E mentre gusci aperti e uova si ammucchiavano nei contenitori, si scopriva che quello che i ricercatori stavano scavando era probabilmente un nido record per la deposizione di uova e per piccoli nati».

Alla fine infatti sono state contate 127 uova depositate da cui sono nate 104 tartarughine con un successo di schiusa dell’82%. Si decreta un nuovo record per Fiorella, la mamma tartaruga di Galenzana che batte Federica che sei anni fa depositò 116 uova da cui uscirono 103 piccoli e che fu la deposizione record per quell’anno nel Mediterraneo. Il conteggio dei ricercatori all’apertura del nido di Galenzana ha anche rivelato che le tartarughe nate erano 8 in più di quelle contate durante i quindici giorni di sorveglianza 24 ore su 24 dalle volontarie e dai volontari di Legambiente. «Questa volta, a differenza delle precedenti all’Elba – dicono ancora dal Cigno Verde- nello stupefacente nido di Galenzana non sono state trovate Tartarughine “pigre” ancora vive. Solo un uovo presentava al suo interno una tartarughina semi sviluppata ma che non ce l’ha fatta». Finito lo spettacolo della scienza e della natura al lavoro a Galenzana il piccolo accampamento di sorveglianza del nido è stato smontato dai volontari di Legambiente che partecipa come coordinatore al progetto europeo Tarta Nest insieme ad Arpat, mentre le università di Pisa e Siena fanno confluire i dati raccolti al Life. Ed ora parte il conto alla rovescia per la schiusa delle uova degli altri nidi dell’Isola d’Elba che sono stati scavati dalle tartarughe marine in questa estate 2023. Il primo è sulla spiaggia di Lacona a cui tra poche ore scatterà il presidio h 24 in attesa dell’arrivo dei primi nati. Poi sarà la volta di Fetovaia, Marciana Marina, La Foce e l’Innamorata. «Si chiude così l’avventura del nido di Galenzana – commenta Isa Tonso, responsabile del progetto tartarughe di Legambiente e Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – decisamente il nido più romantico. Grandi soddisfazioni, come il sapere di aver protetto 104 tartarughine che ora sono in mare (speriamo) . Ringrazio tutti i volontari a nome di Legambiente Arcipelago Toscano. Siete stati grandi. 14 Giorni di sorveglianza 24 ore su 24 non sono pochi. È stato bello. Ci vediamo al prossimo nido, se non quest’anno a quello dell’anno prossimo».
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