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Tartarughe all’Elba, ecco il primo miracolo. Il nido schiuso e l’appello di Legambiente


	L'area in cui si è schiuso il primo nido e i volntari di Legambiente
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L'area in cui si è schiuso il primo nido e i volntari di Legambiente

Il monitoraggio h24 dell’area di Galenzana ha prodotto il risultato sperato. L’associazione è soddisfatta e chiama a raccolta i “tarta watcher”

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CAMPO NELL’ELBA. Il primo dei sei nidi di tartaruga sulle spiagge elbane si è schiuso. E sono nati 54 piccoli di Caretta Caretta. Un vero e proprio miracolo della natura, facilitato dai volontari che – ormai da giorni – stavano monitorando quel fazzoletto di sabbia nella bellissima spiaggia di Galenzana. I temporali di questi giorni avevano fatto temere il peggio, ma poco dopo le 23 di sabato i primi movimenti sotto la sabbia dorata di Galenzana hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. «Legambiente ringrazia volontari e volontarie che con il loro lavoro gratuito e disinteressato stanno permettendo che questo miracolo avvenga nella massima sicurezza – spiegano da Legambiente Arcipelago toscano – Un miracolo al quale tutti possono assistere rispettando delle precise e inderogabili regole». È lo stesso Cigno Verde a riassumere le principali regole: «Occorre seguire scrupolosamente le indicazioni dei volontari di Legambiente, Non superare mai le barriere a difesa del nido e della pista che porta al mare, non illuminare le tartarughine e non scattare foto con il flash, non entrare in mare, non disturbare il lavoro dei volontari». Galenzana era la prima località nella quale mamma tartaruga aveva deciso di deporre le uova (lo scorso 16 giugno). Gli altri nidi sono a Fetovaia, Lacona, Marina di Campo, Marciana Marina, Innamorata. «Chiunque può partecipare a una bellissima impresa di tutela della natura, a conservare una specie così affascinante e Importante per il mantenimento degli equilibri marini e a contribuire a un’operazione di volontariato che sta dando un grande ritorno di immagine alla nostra Isola». spiegano ancora da Cigno Verde. L'appello è rivolto a tutti gli elbani, a tutti i gli ospiti e agli operatori turistici che possono diventare volontari, guardiani dei nidi e coinvolgere i turisti in questa magnifica avventura.
«Le mamme tartarughe e le tartarughine che nasceranno sulle nostre spiagge hanno bisogno di tutti noi – conclude Isa Tosno di Legambiente – Cerchiamo volontari non solo per continuare il pattugliamento mattutino delle spiagge alla ricerca di tracce, ma anche per fare i turni per sorvegliare i nidi di Galenzana, Lacona e Fetovaia al momento delle schiuse iniziate a Galenzana e che finiranno probabilmente a settembre a Marciana Marina e L’Innamorata. Chi ha fatto questa esperienza sa che vedere le tartarughine uscire dalla sabbia per raggiungere il mare è qualcosa che non si scorda mai, un’emozione imperdibile. Chi fosse interessato a dare una mano alle tartarughine perché possano raggiungere il mare in sicurezza e a partecipare a un’esperienza ambientale e scientifica, può contattarci a legambientearcipelago @gmail.com – 340 7113722». 
 

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