Gioco
Elba, rischia di annegare tra le onde: l’intervento di un “Messaggero del mare” e il commovente abbraccio finale
Giovane turista soccorso da Pierluigi Costa, famoso sull’isola: «La forza del mare era notevole e devo confessare che ho avuto qualche attimo di paura»
MARCIANA. Mare mosso, di quelli dov’è consigliato stare lontani dalla riva. Ma c’è sempre chi si tuffa o ci cade, rischiando davvero il peggio.
Salvataggio rocambolesco di un turista straniero a Chiessi, grazie al pronto intervento di Pierluigi Costa, già ben conosciuto sull’isola come uno dei due “Messaggeri del Mare” Pierluigi e Lionel Cardin, da anni impegnati in nuotate di solidarietà per tutela ambientale, cause sociali e culturali. Ma stavolta si tratta di un salvataggio. «Con Franz, uso questo nome di fantasia perché il ragazzo straniero – racconta Pierluigi Costa – sui vent’anni, non mi ha detto il nome, ho avuto a che fare martedì, intorno alle 16. Era in mare a 500 metri dalla spiaggia di Chiessi e io abito lì, a pochi metri dal lido. Poco prima era scivolato sugli scogli ed era stato trascinato dal mare grosso, con forte vento di maestrale, tendente a ponente. Un mare con forza cinque-sei – spiega – : onde alte due/tre metri. Ero vicino perché ogni giorno ho bisogno di un contatto diretto col mare, in estate o d’inverno, portando sempre con me slip e cuffia. Mi sono tuffato, sulla spiaggia la gente era preoccupata. Sollecitato anche dagli amici della protezione civile de La Racchetta, che erano presenti e mi hanno fornito un salvagente. E stata dura ma l’ho raggiunto e salvato evitando il peggio».
I due turisti stranieri, il ragazzo insieme a un’amica si erano fermati sugli scogli. Ad un certo punto il giovane, accidentalmente, è scivolato in mare che lo ha trascinato a largo: lottava ma non riusciva a tornare, attirando l’attenzione di Massimo Paolini della Protezione civile La Racchetta: «Noi volontari – ricorda – stavamo perlustrando la zona per il servizio di prevenzione degli incendi boschivi, ero di pattugliamento con Piter Gsell e Micaela Nosenzo. Una signora ci ha telefonato e siamo accorsi. Ho capito subito che la situazione poteva degenerare e ho cercato Pierluigi che sta lì vicino. Era già pronto ad agire. Gli abbiamo dato il salvagente in dotazione. Pierluigi l’ha salvato dal pericolo di annegare».
«Ho avuto non poche difficoltà – riprende Costa – . La forza del mare era notevole, e devo confessare che ho avuto qualche attimo di paura. Con il mare non si deve scherzare mai, neppure quando è calmo. L’ho raggiunto e ho visto che aveva ferite per essere scivolato sulla roccia: era molto provato. Ha subito gridato più volte il suo ringraziamento in inglese “thank you, thank you”. Col salvagente, finalmente, ha potuto rilassarsi un attimo. Voleva subito tornare in spiaggia ma gli ho fatto intendere che non era il caso – dice–. Si doveva fare una manovra controcorrente, girando più al largo, per poter poi arrivare a riva con minor spinta delle forti onde, anche 3 metri. Per evitare di essere sbattuti sugli scogli. Ce l’abbiamo fatta. Una volta a riva mia sorella Cristina si è rincuorata e il ragazzo ha ritrovato la sua amica, che mi ha abbracciato in segno di ringraziamento. È stato un momento commovente. In spiaggia due medici tedeschi Peter Hoegner e la dottoressa Christiane Cloos di Essen che hanno visitato il ragazzo constatando che tutto sommato, stava bene». Il caso è stato segnalato alla capitaneria. «Importante – conclude Costa – l’azione di prevenzione guardia costiera. Ci vuole sempre massima prudenza. Importante il pattugliamento de La Racchetta, la loro presenza è stata determinante per il lieto fine dell’intervento salvavita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
