Il Tirreno

Tartarughe innamorate dell’Elba alla Foce il quarto nido dell’estate

di Luca Centini

	La tartaruga Caretta caretta che ha deposto le uova sulla spiaggia della Foce (foto Gio’ Di Stefano)
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La tartaruga Caretta caretta che ha deposto le uova sulla spiaggia della Foce (foto Gio’ Di Stefano)

Alcuni turisti hanno visto la Caretta caretta deporre le uova

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PIOMBINO. Un’estate straordinaria. Le tartarughe Caretta caretta sembrano proprio aver scelto l’Isola d’Elba per nidificare e sembrano gradire particolarmente la costa del comune di Campo nell’Elba. Nella notte tra giovedì e venerdì, intorno alle 12.30, alcuni turisti svizzeri hanno notato una sagoma scura emergere lentamente dal mare. Siamo sulla spiaggia della Foce di Marina di Campo, il luogo scelto dalla tartaruga per deporre le sue uova. Il quarto nido in poche settimane all’Elba, cinque se allunghiamo lo sguardo fino alla costa di Piombino (un nido è stato deposto sulla spiaggia del Pino). Un record. All’Elba non sono mai stati scoperti così tanti nidi di tartaruga in una sola estate.

La nuova scoperta

Nella notte tra giovedì o venerdì, alcuni turisti svizzeri hanno trovato una tartaruga marina all’estremità orientale della spiaggia di Marina di Campo, alla Foce, mentre stava depositando le uova in un’area tra la foce del fosso della Galea e la strada che separa la spiaggia dagli affollatissimi campeggi dal mare. Le volontarie e i volontari di Legambiente arcipelago toscano hanno subito messo in sicurezza il nuovo nido e nuovamente avvertito Capitaneria di porto (già avvisata dagli operatori turistici ai quali si erano rivolti i turisti tedeschi) e Arpat. Isa Tonso responsabile del progetto tartarughe di Legambiente e Parco, ricorda che «due anni fa ci fu nella stessa area un tentativo non riuscito di nidificazione.

Questa volta mamma tartaruga ce l’ha fatta e ringraziamo chi ha immediatamente provveduto a segnalare la sua presenza sulla spiaggia». Dopo il definitivo accertamento della nidificazione da parte di Arpat, i tartawatcher di Legambiente provvederanno a ripulire l’area dalla Posidonia e dai legni messi impropriamente a "protezione" del nido da qualche volonteroso, Con questo siamo al quarto nido del 2023 all’Elba e ben tre sono nel comune di Campo nell’Elba (Galenzana, Fetovaia pochi giorni fa e, appunto, la Foce), mentre l’altro nido è sulla spiaggia di Lacona, nel comune di Capoliveri. Ma quest’anno le tartarughe sembrano davvero voler far fare gli straordinari ai tartawatcher di Legambiente e del Parco che pattuglia le spiagge alla ricerca di tracce e nidi, una efficace rete che fa parte di un progetto di monitoraggio autorizzato dal ministero dell’ambiente che fa capo all’università di Pisa e al quale partecipa un network composto, oltre a Legambiente, da associazioni ambientaliste, Istituto zooprofilattico sperimentale Lazio e Toscana e università di Firenze e Siena, Arpat e Osservatorio toscano per la Biodiversità. Inoltre la rete di volontarie e volontari elbane/i è entrata a far parte del grande progetto europeo Life Turtlenest che punta a migliorare la conservazione e la protezione della tartaruga marina comune Caretta Caretta del Mediterraneo. Arpat ricorda a turisti, bagnanti e gestori balneari che «Per mettere in sicurezza i nidi di tartaruga marina è importante segnalare subito al 1530 della Guardia Costiera la presenza di eventuali segni che la tartaruga lascia sulla sabbia, simili a tracce di piccoli cingolati, che potrebbero essere cancellate con la pulizia degli arenili o con il calpestio».

Clima, mare in salute e "figlie femmine"

«È un segnale di salute del nostro ecosistema mare - spiega Isa Tonso, volontaria di Legambiente, da sempre impegnata sul fronte della protezione delle tartarughe marine-. Nello stesso tempo questa presenza importante di nidi sulla Elba evidenzia il fenomeno del cambiamento climatico».Pare infatti che le tartarughe marine stiano scegliendo le spiagge elbane per avere "nidi" con temperature adatte a tutelare la specie. «Gli esemplari di «Caretta caretta - conferma Cecilia Mancusi, biologa marina dell’Arpat - hanno bisogno di temperature dei nidi per garantire sia la nascita di piccoli maschi sia quella delle femmine.

Sappiamo che con temperature oltre i 30 gradi nascono femmine e sotto i 28 gradi esemplari maschi. Per questo cercano spiagge con temperature che garantiscano un equilibrio alla specie. È chiaro che si stanno adattando al cambiamento climatico». Certo è che la popolazione delle tartarughe marine è in espansione. «È cresciuta la sensibilità delle persone sulle tematiche ambientali - dice il sindaco Davide Montauti-. In questi anni nel nostro territorio I volontari di Legambiente hanno fatto un gran lavoro di sensibilizzazione. È significativo come le segnalazioni siano puntuali e arrivino non da esperti ma da persone comuni, dai turisti come in questo caso».

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