Il Tirreno

La raccolta

Rifiuti a Portoferraio, in arrivo le telecamere e più sanzioni: eco

di Luigi Cignoni

	I cassonetti alla Casaccia
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I cassonetti alla Casaccia

Spazzatura e ingombranti lasciati sempre più spesso fuori dai cassonetti: «Il cittadino si deve avvalere del servizio di ’porta a porta’ che in questo periodo è stato allargato anche nelle ore notturne»

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PORTOFERRAIO. «Le isole ecologiche alla rotonda di via Manganaro - Viale Tesei e quella in piazzale del residence al porto non servono a residenti. Bensì a turisti di passaggio o proprietari di seconde case in predicato di imbarcarsi sui traghetti e lasciare l’Elba».

Lo afferma Francesco Gentili, presidente del consiglio di amministrazione di Esa, interpellato dal Tirreno nel dare una spiegazione al fenomeno per cui giornalmente (in particolare in questo periodo dell’anno), le due postazioni in cui confluire i rifiuti domestici sono diventate delle vere e proprie discariche a cielo aperto. «Noi stiamo sistematicamente monitorando la situazione - continua ancora il presidente Gentili - nostri addetti passano con regolarità da questi siti, per evitare che si verifichino tali eccessi, in una zona della città che è molto frequentata, vista la vicinanza ai piazzali di imbarco».

Non solo si tratta di resti domestici. «Ci sono altri ingombranti di mobilia o articoli del bagno. Ricordiamo - puntualizza Gentili - che per questo genere di oggetti funziona il centro della Casaccia, tutte le mattine fino alle 12 e nel pomeriggio invece il centro è a disposizione delle ditte che ne hanno fatto specifica richiesta». Abbiamo chiesto a un passante che aveva appena lasciato in loco un tavolino da cucinotto perché lo abbandonasse lì, invece che raggiungere la Casaccia, ci ha risposto che non gli andava di fare la fila di macchine che erano in attesa di conferire nel deposito. Quindi è più facile scaricare lì e andarsene. Altri che, non riuscendo ad aprire gli sportelli dei vari contenitori con la striscia delle tessere sanitarie, forse per restare sempre anonimi, preferiscono ingrossare la sfilza di sacchetti ingombranti all’esterno, confidando nell’azione di recupero degli addetti Esa. «È un quadro questo - considera il presidente - che non si dovrebbe vedere in un paese civile.

Il cittadino si deve avvalere del servizio di ’porta a porta’ che in questo periodo è stato allargato anche nelle ore notturne. Abbiamo un obiettivo da raggiungere - riconosce Gentili - quello di incrementare ulteriormente la raccolta differenziata per superare la soglia del 65 per cento. Ritengo che sia un obiettivo alla nostra portata. Il servizio di ’porta a porta’ sta funzionando molto bene in tutti i paesi elbani. Non vedo perché non si riesca a farlo funzionare anche a Portoferraio». «Non è che i nostri concittadini sono peggiori di altri - aggiusta il tiro l’assessore Leo Lupi - Loro bravi e noi invece no. È che bisogna prendere in considerazione che Portoferraio è una città particolare: qui insistono e sono concentrati servizi che sono di tutto il territorio insulare. Oltre al fatto che si registra un carico di presenze di persone nettamente superiore a qualsiasi altro centro elbano.

Per cui dobbiamo prevedere delle misure in più, allo scopo di migliorare e mettere a regime il sistema di raccolta». Informazione, dunque, ai primi posti. Ma successivamente anche controlli. Lo annuncia lo stesso Gentili. «Sarà nostro compito - conclude - provvedere all’installazione nei pressi delle due isole ecologiche di telecamere a circuito chiuso, in modo che si possa controllare i luoghi in tempo reale. E coloro che rilasciano incondizionatamente rifiuti e ingombranti di ogni genere, poterli sanzionare, anche con multe adeguate».

A ragion del vero nel sito della rotonda di via Manganaro già figura un cartello che avvisa l’utente della telecamera. Ma non c’è l’occhio che riprende.

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