Elba, le spiagge sono “apparecchiate” ma i bagnanti non ci sono. E succede anche un pasticcio
Una pratica particolarmente fastidiosa: i controlli della Capitaneria sono scrupolosi, a volte anche troppo come racconta una turista...
CAMPO NELL’ELBA. Tre poltroncine a pochi metri dalla battigia, legate l’una all’altra con uno spago che poi va incrociarsi con l’ombrellone. Due asciugamani stesi sulla sabbia, fissati al suolo con dei massi. Due lettini posizionati con vista sul mare, in prima fila, con i teli perfettamente sistemati proprio accanto a una fila di tre ombrelloni chiusi, allineati, e assicurati al suolo con delle bottiglie piene di sabbia. Sono le 8. Sulla spiaggia di Marina di Campo – ma situazioni identiche sono osservabili sulle spiagge più frequentate in tutta l’isola – i bagnanti mattinieri si contano sulle dita di una mano. Eppure ampie porzioni di arenile sono già occupate dalle attrezzature da spiaggia. Ma come è possibile? I furbetti dell’ombrellone “apparecchiano” la spiaggia per accaparrarsi i posti migliori, in modo da poter allestire la postazione da mare prima degli altri.
C’è chi, di buon ora, prende il posto per poi andare tranquillamente a fare i propri comodi per tutta la mattina, facendo colazione, la spesa e altre commissioni e arrivando con calma sulla spiaggia. Chi, addirittura, lascia l’attrezzatura sul mare già dalla sera precedente, facendosi proprio un pezzo di arenile senza – ovviamente – averne la facoltà. Una pratica particolarmente fastidiosa per chi arriva sulla spiaggia a metà mattina e deve attivare il visore a infrarossi – sì, stiamo un po’ esagerando – per trovare un buco per piantare l’ombrellone. Nonostante le proteste e le innumerevoli segnalazioni che si sono ripetute negli anni, a cui hanno fatto seguito altrettanti sopralluoghi, interventi e sequestri di materiale da parte della guardia costiera, il fenomeno delle spiagge apparecchiate all’Elba resiste nel tempo.
Una sorta di
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