Sicurezza
Anello e Gps per i tre baby falchi di Piombino. Il nome? Barbarossa, Benji e Bobo
Ispra più i tecnici del progetto curato da Sammuri qui con Wwf e Lipu
PERELLI. Anello, nome e Gps per i tre giovanissimi falchi nati ai primi di maggio all’oasi Wwf, Padule Orti Bottagone. Si chiamano Barbarossa, Benji e Bobo: come cantanti italiani con la B come iniziale. E sono proprio loro a dare nuova forza al progetto per il ritorno del falco pescatore anche in Val di Cornia. Nella zona Padule, passando da Vignarca, “vecchio” ingresso dell’oasi, in realtà i piccoli di falco pescatore sono nati di nuovo per la prima volta, dopo più di 40 anni di assenza, a fine giugno 2019.
A seguire diversi “intoppi”, compresa la scomparsa del maschio “storico” Sky.
«Finché nel maggio scorso sono nati questi tre piccoli, dopo due anni – ricorda Silvia Ghignoli responsabile della riserva naturale regionale – La nostra Ameriga sul nido insieme ad Ares».
Prima prendano il volo necessario “schedarli”. Un rito studiato al millimetro grazie all’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e al gruppo di lavoro del progetto di ricostituzione della popolazione nidificante di falco pescatore, da sempre curato da Giampiero Sammuri (biologo, presidente parco Arcipelago) anche qui con il Wwf e in collaborazione con la Lipu.
Ancora pulli, ma per poco. Non si poteva attendere oltre. Con genitori ovviamente in allarme; Ares il maschio che si piazza a vigilare nel traliccio più vicino.
E Ameriga che controlla dall’alto, ma poi non resiste alla lontananza e scende in picchiata facendo versi acutissimi (forse) per rincuorarsi e rincuorare gli ex piccoli che quasi scompaiono alla vista schiacciandosi nel nido.
Scalare, recuperare, inanellare con la cura e la determinazione di sempre, a Orti Bottagone anche Sammuri.
«Da ringraziare davvero – conferma Silvia Ghignoli – tutti i partecipanti al progetto falco pescatore».
Dunque Tullio Bernabei, rocciatore-scalatore, che è salito sul traliccio.
Poi Francesco Pezzo, inanellatore Ispra e Renato Ceccherelli, veterinario Cruma Lipu di Livorno (a controllare che per i giovani rapaci non ci siano disagi o problemi). Del gruppo di lavoro Federico Tossani, Maria Irene Pacini, Andrea Sforzi, Flavio Monti, Vincenzo Rizzo Pinna , Alessandro Troisi.
«Quest'anno – prosegue Silvia Ghignoli – la scelta dei nomi era riferita ai cantanti italiani con la B come iniziale, quindi abbiamo Barbarossa, Benji e Bobo. Speriamo che i rispettivi cantanti ne siano orgogliosi. Auguriamo a questi giovani falchi tanta fortuna – sottolinea – e appena prenderanno il volo potremo seguire i loro spostamenti grazie al Gps. E grazie anche Meri Transirico per le foto».
Più occasioni per seguire in diretta anche la crescita dei tre falchi. «Anche quest'anno a ci sono i campi natura proprio all'oasi Wwf di Orti-Bottagone – sottolinea Ghignoli – . Tante attività all'aria aperta per conoscere la natura e imparare nuovi giochi; ancora possibile icriversi (ortibottagone@wwf.it 3899578763 - 3281937095). Per chi volesse venire a vederli la nostra oasi sarà aperta su prenotazione tutti i martedì, mercoledì e giovedì alle ore 17, sempre con prenotazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
