Toscana
Piombino, musica di sera e tante proteste: viaggio tra gli imprenditori del centro che chiedono “tolleranza”
Per evitare le lamentele ci sono locali che annullano o limitano il calendario: «Ma così non si lavora»
PIOMBINO. Non è mai facile la convivenza tra la musica di sera nel centro abitato e chi, a ridosso del locale dove si suona, vorrebbe dormire. Problema che si aggrava d’estate.
E a stagione appena cominciata gli operatori del settore si trovano già in difficoltà per le costanti lamentele. Di mezzo sempre licenze, limiti di orario e regole da seguire. Tra i problemi che si affrontano, il “tetto” delle 10 autorizzazioni all’anno nel centro storico per particolari eventi che comportano il superamento dei limiti del piano di classificazione acustica (sempre a tutela della salute delle persone). Dunque rischio musica alta e disagi per i residenti. Però se davvero si desidera il turismo ci vuole più tolleranza e la coperta è corta.
«Così non è possibile lavorare – racconta Letizia Silvestri, alimentari “Da Rosa” in piazza Gramsci che venerdì 16 giugno ha deciso di porre fine a tutti gli eventi – Dalla mattina abbiamo iniziato ad allestire il negozio e la parte di piazza a noi concessa. L’idea era organizzare una serata con musica, ma, nonostante le licenze rilasciate dal Comune, sin da subito sono arrivate lamentele. Sono delusa – prosegue – dal comportamento di determinate persone... eventi qui sarebbero stati utili oltre che al negozio a tutta la piazza. Di fatto ormai vivo qui, questo negozio è diventato come casa mia, vorrei abbellirlo per invogliare sia turisti che residenti ad avvicinarsi».
Stessi problemi un po’ ovunque. Venerdì scorso proteste per la musica troppo alta anche da chi vive vicino al locale “AmbaraBar”, in via Anita Garibaldi. «Cerchiamo sempre di andare incontro alle esigenze delle persone – ricorda la titolare, Luciana Toffolutti – musica solo dalle 19.30 alle 22.30, quando il regolamento prevede come orario massimo mezzanotte. Lo faccio per rispetto di tutti perché capisco che mi trovo tra dei palazzi e le persone qui ci abitano». E non è una novità. «Altre volte – spiega – sono state mandate le forze dell’ordine, ma, avendo la licenza, non hanno potuto fare niente». Anche perché andrebbero fatte rilevazioni fonometriche apposite e andrebbe chiamata tramite l’Agenzia regionale per la protezione ambientale per poter valutare i decibel. «Ero già in difficoltà prima del Covid a causa di queste lamentele», aggiunge Luciana Toffolutti. Così aveva posto fine alle serate organizzate, ma ad oggi risponde con un progetto proprio per rilanciare il locale. «Per ora ho intenzione di allestire 2 o 3 serate al mese, alternando spettacoli, anche circensi, con eventi di musica live» e chiede «più tolleranza, almeno nei tre mesi estivi».
Tutto difficile pure in corso Vittorio Emanuele II. Linda Campigli, la titolare del “Liz Bar”, tende a rimarcare l’importanza delle piccole imprese locali, che, dopo un lungo inverno, hanno bisogno di fiorire con l’arrivo dell’estate. Spiega bene il disagio che prova: «Riconosco il valore degli altri appuntamenti organizzati dal Comune, come 20eventi, bella iniziativa, ma questo non porta clienti nel centro storico, dato che viene organizzato lontano, giù a Marina». Linda Campigli sollecita «autorizzazioni per spettacoli in più luoghi, di modo che Piombino possa vivere e diventare una vera e propria attrazione turistica. Sono le piccole imprese mandano avanti la baracca». Insomma si spera in più opportunità, soprattutto per la stagione estiva.
Per non incorrere in problemi simili ci sono locali che limitano il calendario. Tra questi, il “Caffè Nanni” o “l’Ice Palace”, che, chiedono soprattutto una maggior comunicazione sia tra i negozianti sia nei confronti dei cittadini che da parte del Comune di Piombino.
A fare da contraltare Stefano Mettini, “Risto-pizza Frate Leone”: «Il Comune, a partire dal periodo post-Covid – ricorda – ha dato ampia disponibilità e questo ha permesso alle attività di rialzarsi dopo un periodo buio. Ha concesso, ad esempio, un maggiore sfruttamento del suolo pubblico».
Fermo restando che, come tutti gli altri colleghi, anche Stefano Mettini, sente il bisogno di promuovere la propria attività richiamare l’interesse dei cittadini e dei turisti.
Sicuramente tutti sentono la necessità di attirare clienti e per farlo occorre “più vita” tra le strade di Piombino. In pratica si sente il bisogno di una maggior libertà d’azione, rimanendo pur sempre nei limiti e nelle regole. A questo punto è la tolleranza, che viene richiesta a gran voce.
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