Lutto
Elba, muore a 53 anni mentre fa il bagno davanti a marito e figlia undicenne
Sara Pedrotti era in vacanza sull’isola con la famiglia e alcuni amici. La tragedia mentre praticava snorkeling allo Scoglietto: fatale un malore
È morta davanti agli occhi del marito e della figlia appena undicenne. Vittima di un malore fatale che l’ha uccisa a soli 53 anni, rendendo vano ogni tentativo di soccorso in mare. Sara Pedrotti, originaria del paesino di Cles nella Val di Non (in Trentino) e residente a Trento, era infatti in vacanza con la famiglia e un piccolo gruppo di amici sull’isola d’Elba. Ieri mattina avrebbe dovuto rilassarsi con un’attività di snorkeling in uno dei luoghi più belli e apprezzati per questo tipo di disciplina di osservazione dei fondali: lo Scoglietto di Portoferraio. Un’ultima gita prima di ripartire, nella giornata di oggi, per tornare a casa. Invece quell’angolo di paradiso elbano si è trasformato nel teatro di una tragedia.
Mancano pochi minuti alle 11. Sara Pedrotti è in acqua, nei pressi dello Scoglietto. È arrivata lì con marito, figlia e amici da Rio Marina (dove alloggiavano all’hotel Ortano Mare da sabato scorso) accompagnata dal personale della Karibu Diving, società di Rio Marina specializzata in questo genere di escursioni e convenzionata con l’hotel. Poco dopo essersi immersa per fare il bagno e osservare il fondale marino elbano però la donna inizia a stare male. Chiede aiuto. Gli istruttori sono subito da lei per assisterla: è cosciente, ma il malessere aumenta. Così torna al gommone servito per il trasporto fino al luogo dell’escursione, riemergendo dal mare e salendo autonomamente sul mezzo per farsi assistere dal personale di bordo. La situazione però precipita, e in brevissimo tempo.
La 53enne ha una crisi. Sta sempre peggio. E così vengono allertati i soccorsi da terra. Immediata la chiamata al numero unico per le emergenze 112 da parte del personale dell’agenzia di diving. Che, nel frattempo, è costretto a praticare le prime manovre per rianimarla: la donna infatti perde i sensi, le sue condizioni peggiorano rapidamente. È questione di minuti: la guardia costiera di Portoferraio mette subito a disposizione una propria motovedetta e all’arrivo di medico e infermiere in banchina con l’ambulanza della locale Croce Verde il convoglio parte alla volta dello Scoglietto. Ma quando i sanitari giungono allo Scoglietto la situazione è irrimediabilmente compromessa: la donna è già in arresto cardiaco. Anche i soccorritori compiono ogni tentativo per salvarla, ma è tutto vano. Possono solo constatarne la morte.
Tra la disperazione della famiglia e degli amici che hanno assistito ai tentativi di soccorso, precipitati in quest’incubo proprio nell’ultimo giorno di vacanza sull’isola, la salma viene ricondotta a Portoferraio dove – affidata all’impresa funebre Fuligni – è stata trasportata all’obitorio del locale ospedale. Il corpo resta infatti a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha già disposto nei prossimi giorni l’autopsia. Mentre la guardia costiera è incaricata di condurre le indagini e chiarire definitivamente i tratti di questa tragedia.
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