Gioco
Sindacati in pressing sul governo, tempi maturi per il piano di Jsw
Fabbrica sospesa tra elezioni delle Rsu congelate e vertenza in stallo
PIOMBINO. Una partita doppia, decisiva per il futuro dello stabilimento. La stanno giocando in queste ore i sindacati metalmeccanici impegnati sia sul fronte interno, dopo che il ricorso presentato dalla Fiom ha di fatto “congelato” il voto per le elezioni dei rappresentanti delle Rsu, sia sul fronte della vertenza con l’azienda, di nuovo caduta nel limbo dopo che, nell’ultimo vertice ministeriale, il governo ha preso una posizione netta nei confronti del gruppo siderurgico indiano, chiamato a presentare in tempi rapidi un progetto industriale che preveda il ritorno alla produzione di acciaio e non la sola laminazione.
Il fronte interno
Oggi la commissione elettorale composta dai rappresentanti dei sindacati incontrerà la direzione aziendale. L’obiettivo è uscire dall’angolo elettorale nel quale gli stessi sindacati sono finiti dopo le elezioni in fabbrica per i rappresentanti delle Rsu. Il voto che aveva sancito la vittoria della Fim Cisl è stato messo in discussione dalla Fiom che ha annunciato la volontà di presentare un ricorso, per delle irregolarità procedurali. Si dovrà tornare a votare, ma non è ancora chiaro in quale datasi potrà farlo. La scelta della data sarà condizionata anche dal ritmo di lavoro in fabbrica: è presumibile che si opti per una data nella quale sia in marcia un numero adeguato di impianti, in modo da facilitare un buon afflusso alle urne. Insomma, già nella giornata di oggi si potrà avere un’idea più chiara di quando la situazione di stallo potrà essere superata.
Braccio di ferro sul piano
Al tempo stesso le segreterie locali dei sindacati metalmeccanici hanno ripreso i contatti con i nazionali. L’obiettivo è alzare il livello del pressing sul governo Meloni per una nuova convocazione al ministero del Made in Italy e delle imprese, a un mese e mezzo di distanza dall’ultimo tavolo che si è tenuto il 27 aprile scorso. In quell’occasione il governo assunse una posizione molto forte nei confronti del gruppo indiano. In particolare la sottosegretaria Bergamotto disse esplicitamente di condividere la posizione dei sindacati che accusarono l’azienda di non rispettare gli impegni assunti per il rilancio del sito industriale. Bergamotto spiegò come il ministero non fosse disposto a concedere ulteriore finanza pubblica con un quadro di incertezza industriale e senza impegni precisi da parte del gruppo industriale indiano. Inoltre ricordò come la commessa milionaria per la fornitura di rotaie a Rfi sia in larga parte vincolata alla sottoscrizione di un nuovo accordo di programma che recepisca un piano industriale certo e dettagliato.
Un piano che, secondo il governo, dovrà contenere anche la realizzazione di forni elettrici. Dal 27 aprile ad oggi, tuttavia, è calato di nuovo il silenzio sulla vertenza di piombino e per i sindacati è arrivato il momento di sedersi di nuovo al tavolo per verificare eventuali sviluppi sulla discussione in corso tra il gruppo siderurgico indiano e il governo.
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