Il Tirreno

Il malore

Portoferraio, muore a 66 anni colpito da un infarto dopo la partita a tennis

di Luca Centini
Il Pegaso in volo nel cielo dell’isola
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Il Pegaso in volo nel cielo dell’isola

L’operaio in pensione si è sentito male dopo il ritorno a casa. I primi a provare a rianimare l’uomo sono stati due medici in vacanza a Bagnaia

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PORTOFERRAIO. Si è sentito male giocando a tennis. È tornato a casa e, quel punto, si è accasciato al suolo, perdendo conoscenza.

Sono gli ultimi attimi vissuti da Stefano Cavallini. Elbano, operaio siderurgico, Aveva sessantasei anni. Nato e cresciuto all’Elba, si trasferì tanti anni fa in continente, per lavorare in fabbrica a Piombino. Ma a Grosseto si è stabilito con la famiglia e ha vissuto per tanti anni, lavorando a lungo in una fonderia. Da qualche tempo aveva smesso di lavorare, una volta raggiunta l’età per andare in pensione. A quel punto ha deciso di tornare a Bagnaia, nella casa di famiglia. Il luogo dove, ieri pomeriggio, ha trovato la morte.

La tragedia si è consumata poco dopo le 18. Cavallini stava giocando a tennis con un amico. Una giornata di sport e di relax che, purtroppo, si è trasformata in un incubo. L’uomo ha infatti accusato un dolore al petto, per questo ha smesso di giocare a tennis e si è recato a casa, dove risiedeva con la compagna. Ed è proprio tra le mura di casa che le condizioni dell’uomo sono peggiorate in maniera repentina.

L’allarme è scattato in maniera immediata. I familiari del sessantaseienne, disperati per quanto stava accadendo, hanno chiesto aiuto. I primi a provare a rianimare l’uomo sono stati due medici in vacanza a Bagnaia.

La centrale del 118 ha inviato sul posto una ambulanza della Croce Rossa di Rio che ha impiegato diversi minuti prima di raggiungere la casa nella frazione di Bagnaia. Una volta arrivati i volontari dell’associazione hanno tentato a lungo di rianimare l’ex operaio che, purtroppo, privo di coscienza, non ha risposto alle manovre salvavita. Fin da subito i soccorritori si sono resi conto della gravità della situazione. Anche per questo la centrale del 118 ha ritenuto necessario attivare l’elisoccorso.

Sul posto è intervenuto l’elicottero Pegaso del 118 di stanza a Grosseto. Il personale medico del Pegaso si è calato con il verricello nei pressi dell’abitazione del 66enne. Dunque l’elicottero è atterrato in un campo ad alcune centinaia di metri dalla case dell’uomo, in attesa di ripartire per portare il paziente in un ospedale attrezzato del continente. Ma, purtroppo, il trasferimento in elicottero non si è reso necessario. L’uomo, in arresto cardiaco, non ha risposto ai tentativi di rianimazione che sono andati avanti a lungo.

Per questo motivo il medico dello staff del Pegaso non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’ex operaio in pensione.

La notizia della scomparsa dell’uomo si è diffusa rapidamente nella piccola località di mare, situata tra i territorio dei comuni di Portoferraio e di Rio. Stefano Cavallini, aveva una figlia e lascia tante persone che, all’Elba come a Grosseto, lo avevano conosciuto e gli volevano bene.

La salma del sessantasienne di Bagnaia è stata trasferita nella sala mortuaria dell’ospedale di Portoferraio, in attesa del via libera per le esequie. Una tragedia che, proprio all’inizio della stagione turistica, si è abbattuta sull’isola.

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