Il Tirreno

Il caso

Baratti, il parcheggio selvaggio è di moda: dietro la duna e dove c’è il divieto

di Cecilia Cecchi
Baratti, il parcheggio selvaggio è di moda: dietro la duna e dove c’è il divieto

Spazi ancora liberi nelle aree della Parchi ma si sceglie la sosta “creativa” e gratuita

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BARATTI. Cielo grigio e parcheggi ancora disponibili nel golfo di Baratti. Ma fuori dagli stalli blu c’è comunque di tutto. Domenica che chiude il ponte della festa della Repubblica, sono le 11.30. Auto e moto già “nascoste” sempre lì a ridosso della duna. Insomma qui è sempre di moda il parcheggio selvaggio, non importa neppure che l’estate sia davvero cominciata.

Dunque spazio ancora libero nelle aree a pagamento da Parchi però si conferma il desiderio della sosta “creativa”, soprattutto gratuita e il più vicino possibile alla spiaggia. Già la fila nelle strade laterali, che nessuno disprezza . E resiste anche il parcheggio per due sulla curva davanti alla pineta dove c’è sbarra col divieto di transito. In moto o in auto i parcheggiatori più determinati continuano a scegliere e ad occupare qualunque area libera al Casone. Va benissimo lo spazio, tra l’ex falegnameria e il Casone, invisibile dalla strada perché circondato dalla macchia mediterranea. Non c’è nessun palo o catena che impediscono l’accesso alla strada. «Di anno in anno i mezzi non fanno che aumentare, qui dietro la duna è da incivili – ricordano i frequentatori di Baratti, di passaggio verso la chiesina di S. Cerbone – altrove le porterebbero via col carro attrezzi». Così pure lo scorso fine settimana si è continuato a lasciare i mezzi praticamente quasi in spiaggia. “Parcheggio inventato” di grande validità e successo.

Pure su questo fronte l’amministrazione non ha mai spesso di impegnarsi (anche su sollecito del quartiere), cercando costantemente di scoraggiare gli automobilisti irrispettosi.

«Stiamo esaminando da tempo i problemi di quest’area, che sono tanti – conferma Vittorio Ceccarelli, assessore politiche sociali e sicurezza del Comune di Piombino – provando ad avviare i necessari cambiamenti anche confrontandoci, insieme all’assessore ai lavori pubblici Marco Vita, con tutti i proprietari delle diverse aree che si affacciano sul golfo. Ad esempio? – spiega – Al posto dell’utilizzo del carro attrezzi, nel caso di interventi per la rimozione dei mezzi , siamo passati alle ganasce; proprio per non creare incolonnamenti, provocando ulteriori problemi al traffico».

« Qui gli spazi sono limitatissimi – sottolinea Ceccarelli – e quando si parla di aree private l’amministrazione può solo “sensibilizzare”. Per quanto riguarda invece la curva a ridosso della pineta dove spesso vengono lasciati mezzi, c’è già l’ordinanza che qui prevede lo spostamento della sbarra fino alla strada. I controlli sono aumentati ma gli automobilisti preferiscono rischiare pur di avere il parcheggio comodo. L’innalzamento delle multe resta tra i provvedimenti più validi ma sperimentiamo qualunque possibilità – sottolinea – per proteggere Baratti e le tante persone che frequentano il golfo nel migliore dei modi».


 

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