Lutto
Piombino, di sangue c’è sempre bisogno: l’Avis alla prova dell’estate per aumentare le donazioni
Demi: «L’invito è quello di donare sempre e con costanza»
PIOMBINO. Ad oggi non c’è nessuna emergenza sangue nel nostro territorio. Lo dicono i dati regionali secondo cui i comuni della Val di Cornia e in particolare Piombino, che registra addirittura un +5, 1 per cento di donazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, stanno tenendo botta sebbene qualche timida flessione inizi a far intravedere: è il calo che fisiologicamente ogni estate comporta. Da una parte le ferie e le giornate trascorse al mare rappresentano un deterrente per recarsi al centro trasfusionale, dall’altra però è proprio nei mesi più caldi che aumenta la necessità ematica proporzionalmente all’incremento di popolazione dovuto ai flussi turistici.
Nel dettaglio, a San Vincenzo sono state fatte 157 donazioni (-7 per cento rispetto al 2022) , stessa percentuale è fotografata a Suvereto dove le donazioni ad oggi raggiungono quota 42. Diverso è il discorso per Campiglia Marittima che ha segnato un +2,5 per cento nel periodo compreso tra gennaio e aprile mentre a maggio si è purtroppo registrato un significativo calo che ha fatto scendere la media del periodo a +0,9 per cento. Si tratta probabilmente di una prima spia legata alla stagionalità estiva. Per questo motivo è importante donare e soprattutto farlo con costanza e assiduità.
La scarsa assiduità insieme alla carenza di volontari rappresenterebbero il vero problema dell’associazione. «Negli ultimi tempi a Piombino sono aumentate le donazioni – dice Alessio Demi, presidente Avis Piombino – anche in risposta ad alcuni casi specifici. Questo è un buon segno, ma l’invito è di donare sempre e con costanza perché solo così saremo veramente pronti ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza. Sicuramente – prosegue – dopo l’annata nera del 2022 quest’anno ci stiamo finalmente riallineando ai dati del 2019». Che aggiunge: «Anzi, approfitto per ringraziare le molte donazioni destinate all’Avis con il 5x 1000, siamo la seconda associazione per numero di donazioni e la terza per importi in città».
L’Avis fa sapere che basterebbero anche un paio di donazioni ogni anno per mantenere una buona media generale, il problema invece è che molte persone spariscono dopo la prima volta. Piombino, per esempio, conta 110 nuovi donatori l’anno, ma è la cadenza con cui ci si reca al reparto trasfusionale a fare la differenza anche perché riuscire a garantire costantemente un buon approvvigionamento di sangue significa essere in grado di gestire situazioni delicate, come quelle che possono manifestarsi nel periodo estivo quando gli ospedali della costa sono oberati di lavoro e la buona abitudine di donare il sangue passa in secondo piano.
«Chiediamo anche la collaborazione dei datori di lavoro – sostiene Enzo Gilardetti, presidente Avis Val di Cornia – sebbene ci rendiamo conto che oggigiorno spesso le aziende, specie quelle medio-piccole, lavorano sotto organico e anche un’assenza può diventare un problema. Del resto, negli ultimi anni si è modificato il contesto socio-economico anche del nostro territorio». Oltre alla continuità l’Avis punta il dito anche sulla carenza di volontari. «Occorre – conclude Demi – nella nostra come nelle altre associazioni un ricambio generazionale, che per ora stenta a partire».
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