Il Tirreno

Elba

A Lacona la tosatura delle pecore nel segno della tradizione sarda

di Stefano Bramanti
A Lacona la tosatura delle pecore nel segno della tradizione sarda

Grande partecipazione all’evento che si è svolto nell’azienda Regali Rurali

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CAPOLIVERI. Successo, a Lacona, per i Circolo culturale sardo dell’Elba, intitolato alla memoria di Bruno Cucca, una grande partecipazione degli associati e di amici, per la festa che ha riguardato la tosatura delle pecore, una tradizione secolare.

L’evento quest’anno è stato dedicato alla memoria di Massimo Piras, prematuramente scomparso il 7 maggio, uno dei più attivi dell’associazione. È Riccardo Nurra, ex consigliere comunale di Portoferraio e da anni nel direttivo del sodalizio guidato dal presidente Aventino Schirru, a raccontare le emozioni di una giornata passata nel segno della tradizione.

L’ex docente dell’Istituto Tecnico Brignetti partecipa sempre all’appuntamento e dice: «La cerimonia mi sta a cuore; prosegue così una tradizione storica tipica della nostra regione, cioè la festa della tosatura delle pecore. Molto bello vedere anche i più anziani presenti. Quando i primi caldi cominciano a farsi sentire, nel gregge è tempo di alleggerire le pecore del loro vello e questo è un impegno che risale all’antichità. Si è svolto presso “Regali Rurali”, la fattoria della pastora che alleva pecore, l’agronoma Sara Esposito, che produce formaggi genuini e molto altro. Sono stati allestiti per l’occasione dei gazebo e quindi sono state tosate le pecore di Sara, sia alla vecchia maniera usando le forbici, un vero spettacolo vedere coloro che lo sanno fare, e viene fuori un vello bello, completo, che sembra un tappeto. Ma hanno agito anche con le macchinette che completano la tosatura molto più velocemente. Di primo mattino c’è tutta la preparazione con le attrezzature. Un lavoro impegnativo: richiede forza e destrezza, una vera abilità per non ferire le pecore. Viene eliminato così una sorta di “cappotto” che in estate ovviamente la pecora deve togliersi di dosso. In Sardegna tale attività viene avviata a fine aprile e si chiude i primi di luglio e vengono organizzati perfettamente turni di lavoro per tutta la stagione».

E ad oggi oltre 1600 sardi sono residenti all’Elba, passando, nel tempo, dalla loro grande isola ad una di dimensioni più ridotte. «Quindi – conclude Nurra – questa usanza è espressione anche di grande socialità, ci ritroviamo volentieri e partecipano anche amici elbani. Nell’occasione si rinnova il tesseramento alla nostra associazione e si iscrivono anche i non sardi, segno di un bel legame tra noi e la popolazione elbana. Alla fine ci siamo recati tutti a San Martino, dove abbiamo la bella sede per gustare un magnifico e prelibato pranzo».

Sara Esposito, la pastora titolare dell’azienda Regali Rurali di Lacona, commenta: «Con l’associazione sarda mi sento come in famiglia, ogni anno è sempre più bello e indispensabile il loro sostegno. La pastorizia, il contatto con le pecore, le cure di cui necessitano sono importanti. Con loro provo un forte senso di comunità spesso mi sento solo in questo mio impegno mentre i sardi hanno nel sangue e nella loro storia questa attività». l


 

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