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L’investimento

Venturina, Italian Food Produzione in crescita: entro il 2035 il nuovo stabilimento

Venturina, Italian Food Produzione in crescita: entro il 2035 il nuovo stabilimento

Salva la campagna del pomodoro, in Regione l’accordo procedimentale

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VENTURINA. Avviato l’iter che porterà a siglare l’accordo procedimentale. È questa la cornice istituzionale per dare gambe ai ripristini dello stato e dei luoghi e alle sanatorie urbanistiche per lo stabilimento Italian Food Spa di Venturina Terme. Il tutto è stato definito nell’incontro istituzionale a cui hanno preso parte il Comune di Campiglia Marittima e la società, che è parte del Gruppo Petti, con l’avallo della presidenza della Regione Toscana che ha ospitato la riunione a Palazzo Strozzi, insieme all’Associazione dei Produttori Toscani – Asport.

«Ringrazio tutte le istituzioni e le parti sociali coinvolte – dice il direttore generale della Italian Food Pasquale Petti – , per il proficuo dialogo instaurato e volto a convergere verso una soluzione concreta e concertata in merito alle vertenze che riguardano alcune strutture del nostro stabilimento di Venturina Terme rispetto al regolamento urbanistico». Si tratta di alcune recinzioni, un piazzale, e dei prefabbricati. «Verranno presentate tutte le necessarie sanatorie grazie al percorso programmatico che porterà a siglare l’accordo procedimentale – prosegue –, una svolta che accogliamo con grande soddisfazione e che garantisce pieno sostegno istituzionale all’attività produttiva della Italian Food, nonché rappresenta una tutela a vantaggio dell’intera filiera del pomodoro toscano, del suo valore occupazionale e dell’indotto prezioso per il territorio che raccoglie più di 2mila addetti».

Pasquale Petti ha partecipato alla riunione insieme al padre Antonio, presidente del Gruppo, al confronto a Firenze con la vicepresidente della Regione, Stefania Saccardi, l’assessore Marras e la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati. «Questo scenario si inserisce in un quadro di rinnovata fiducia alla vigilia della prossima campagna 2023 di trasformazione dal pomodoro fresco – sottolinea il direttore generale – , grazie anche agli ingenti investimenti che abbiamo già realizzato per ridurre l’impatto ambientale del nostro stabilimento, predisponendo due nuovi scarichi del pomodoro più performanti con appositi strumenti di smaltimento fanghi e pietre oltre che degli altri scarti della raccolta e, soprattutto, potenziando il sistema di trattamento delle acque reflue che confluiscono nel depuratore comunale, per consentire un migliore controllo dei relativi parametri di Cod e degli altri residui organici della trasformazione alimentare».

Qualora le condizioni meteorologiche e la resa per ettaro dei campi lo consentiranno «potremo tornare a volumi di trasformazione considerevoli per il pomodoro Petti, in una stagione di raccolta che si preannuncia promettente secondo quanto emerso durante gli incontri recenti con Cia e produttori agricoli locali, che conferiscono allo stabilimento tramite l’Asport». E sottolinea Petti: «Confidiamo che tali prospettive possano rassicurare il personale fisso della nostra società, composto da 80 addetti, e i circa 150 stagionali di cui la Italian Food potrà avvalersi nei mesi estivi di massima produzione. Tale organico sarà necessario per lavorare a media capacità produttiva già a partire dal 20 di luglio e portare avanti la campagna fino a ottobre, condizioni atmosferiche permettendo, consentendoci di pensare a puntare al milione di quintali di pomodoro fresco conferito e trasformato».

Risultato che a detta del direttore generale «consentirà di ripristinare una distribuzione importante dei prodotti Petti sugli scaffali, anche per le insegne di supermercati italiani che non li hanno in assortimento. In questo senso attendiamo con fiducia l’esito delle negoziazioni in corso con la Gdo italiana per la crescita delle vendite dei prodotti confezionati nel nostro stabilimento». Questo scenario, conclude, permetterà «di pensare concretamente alla delocalizzazione dello stabilimento nella vicina area industriale di Campo alla Croce, grazie alla realizzazione di un nuovo, più grande e moderno stabilimento entro il 2035 che prevederà il raddoppio del personale impiegato».

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