Toscana
Elba, il ladro dell’ambulanza torna di nuovo in carcere: ecco cosa ha combinato questa volta
Il 28enne portazzurrino ha violato i domiciliari: secondo i carabinieri ha minacciato la madre che non gli dava i soldi
PORTO AZZURRO. Era i domiciliari per il furto dell’auto di servizio di un hotel e perché denunciato per aver rubato un’ambulanza della Pubblica assistenza di Porto Azzurro. Non solo ha violato i domiciliari, ma ha anche minacciato la madre «che – scrive il gip di Livorno – si era rifiutata di consegnargli del denaro per acquistare sostanze stupefacenti». Così il 28enne portazzurrino conosciuto come Michael G. è stato arrestato per la seconda volta nel giro di due settimane.
A eseguire la nuova ordinanza sono stati i carabinieri su ordine della procura di Livorno. Come già scritto, il giovane era ai domiciliari dopo esser stato arrestato in flagranza di reato per il furto di un’autovettura dell’Hotel Belmare ed essere stato denunciato per il furto e il danneggiamento di un’autoambulanza utilizzata per andare a ballare in una discoteca di Capoliveri. Una bravata documentata da una serie di video sui social e poi finita “all’attenzione” del ministro alle infrastrutture e trasporti Matteo Salvini, che aveva dedicato al caso un video su Tik Tok e Instagram.
Mentre si trovava agli arresti domiciliari in attesa di giudizio, i carabinieri della stazione di Porto Azzurro lo avevano sottoposto a diversi controlli. Erano anche intervenuti su richiesta della madre, con cui il giovane convive, che gli aveva negato i soldi per la acquistare la droga «scatenando – scrivono i carabinieri – una reazione gravemente minacciosa e violenta, documentata dai militari intervenuti». I carabinieri hanno inoltre documentato un’evasione del giovane dai domiciliari: le telecamere di videosorveglianza lo hanno immortalato mentre passeggiava nel centro di Porto Azzurro.
Una serie di comportamenti che, secondo i militari e il gip, denotano come il giovane sia «incapace di attenersi alle prescrizioni connesse alla misura degli arresti domiciliari». Su richiesta del sostituto procuratore titolare del fascicolo, è stato richiesto quindi l’aggravamento della misura cautelare, concessa dal gip ed eseguita dai carabinieri elbani. «Trattandosi di indagini preliminari – sottolinea la nota dell’Arma – il tutto dovrà poi essere verificato nel giudizio diretto ad accertare la responsabilità penale dell’uomo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
