Lutto
Degrado, incuria e troppe spese «Basta pagare il servizio spurgo»
Protestano i residenti dei palazzi popolari sul lungomare Marconi
di Cecilia Cecchi
Piombino Negli appartamenti oltre il secondo piano (ce ne sono quattro, di piani, per ogni palazzo) l’acqua arriva spesso con grande difficoltà. «E nel frattempo – si spiega – le fogne sono franate ed è necessario rivolgersi al servizio di spurgo quasi ogni giorno. Mica semplice visto che c’è sempre di mezzo questa nostra strada d’accesso troppo stretta per i mezzi di soccorso e ormai con più buche che asfalto».
«Degrado, incuria, spese esagerate: siamo la vergogna del quartiere Salivoli e non ce lo meritiamo, non è colpa nostra, ma di Casalp». A protestare sono i residenti dei palazzi popolari su lungomare Marconi 63, 63/1 e 63/2: «Abbiamo a che far con una lunghissima lista di disagi che da anni cresce senza che mai davvero si programmino interventi che vadano oltre il tamponare nell’immediato situazioni a rischio».
Dunque crescenti disagi e timori a partire dalla strada d’accesso (tra il palazzo al numero 63 e la farmacia Viti). «Neppure in emergenza – ricordano gli abitanti – passano vigili del fuoco o ambulanze. Da anni protestiamo e combattiamo ma risulta evidente che purtroppo non c’è fine al degrado. La strada ormai è pericolosa per tutti i mezzi, auto e motorini, ma anche per le persone a piedi, per gli anziani e per i bambini. Viene “rattoppata” però con buche evidenti ovunque». Relativamente più recente il problema legato alle fognature condominiali. «Tombini crollati all’interno – si prosegue – ed è chiaro che lo scarico si intasa e si blocca con grande facilità. Così siamo costretti a chiamare il servizio di spurgo, ma pure quegli interventi sono sempre limitati proprio per la presenza dei detriti all’interno. Ci siamo scocciati di pagare inutilmente: che ora ci sistemino le fogne a dovere!».
Ben presente nella memoria recente la caduta di pietre e calcinacci dai sotto balconi. «Le facciate e gli esterni cadono a pezzi – sottolineano gli abitanti –: pure questo è pericoloso. Si tratta di case consegnate nel 1964, con ultimi interventi di sistemazione ai primi anni Ottanta. Lo stato di degrado della costruzione è evidente, ma ancora non viene fatto niente. Persino i tubi delle condotte sono fatiscenti, ormai c’è pochissima pressione e manca l’acqua nelle case ai piani alti. Persino campanelli e portoni sono un disastro...».
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