Il Tirreno

Lo scenario

Rigassificatore, la gasiera ha lasciato la banchina Est: ora il via ai primi test sulla Golar

di Luca Centini
Le due navi affiancate foto Pabar
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Le due navi affiancate foto Pabar

Concluse senza intoppi le procedure di scarico di 70mila metri cubi di Gnl. Snam fa sapere che durante questi 20 giorni di test saranno impegnate un centinaio di persone tra equipaggi e personale a terra

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PIOMBINO.  La metaniera Kalymnos ha mollato gli ormeggi nella tarda serata di ieri e si è staccata dalla Golar Tundra, lasciando (solo per alcuni giorni) la banchina Est della darsena nord del porto di Piombino, dove era ormeggiata dalla notte tra giovedì e venerdì. Questo dopo aver scaricato senza intoppi i primi 70mila metri cubi di Gnl di un carico complessivo di 170mila metri cubi, necessari a completare i test di rigassificazione in due settimane.

Procedure senza intoppi
Il momento era particolarmente atteso in città. Il primo carico di Gnl, la prima manovra di ingresso nel porto di una metaniera, la prima manovra di affiancamento in banchina, che fino a giovedì notte era stata solo osservata nei video prodotti da Cetena, l’azienda incaricata da Snam di simulare le manovre necessarie per l’ingresso e l’uscita dal porto. Insomma, in queste ore la darsena nord del porto di Piombino si è trasformata in un banco di prova per il progetto.

La prima fase
Il primo carico da 70mila metri cubi di Gnl è stato riversato nei serbatoi della Golar Tundra e servirà per dare gambe ai test che inizieranno nei prossimi giorni. Di che si tratta. Di alcune procedure tecniche fondamentali per la messa in esercizio del terminal gas che il 4 maggio scorso ha ottenuto l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) firmata dal ministro all’Ambiente e alla Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. I tecnici di Snam, infatti, testeranno le procedure di messa a freddo degli impianti. Quindi si compierà un altro piccolo passo avanti testando e calibrando le varie apparecchiature che compongono i treni di rigassificazione della Golar Tundra.

La seconda fase
La fase successiva dei test prevede l’avvio delle fasi di prova della rigassificazione (commissioning). In pratica saranno messi a punto gli impianti e i sistemi necessari alle attività di rigassificazione della Golar. Parte del gas sarà inviata in rete, attraverso la nuova condotta fino al punto di entrata nella rete nazionale.

Tra circa di due un paio di settimane la nave metaniera Kalymnos tornerà nel porto di Piombino. Si affiancherà di nuovo alla Golar Tundra per scaricare altri 90mila metri cubi di Gnl. «La fase finale di test – spiegano da Snam –prevede la verifica delle performance a diversi profili di rigassificazione (Acceptance Test). Il 90% del carico verrà immesso in rete per alimentare i consumi nazionali mentre il restante 10% servirà per garantire l’operabilità della nave».

Certificazioni finali
Snam fa sapere che durante questi 20 giorni di test saranno impegnate un centinaio di persone tra equipaggi e personale a terra. L’obiettivo è completare i collaudi in una quindicina di giorni, così da ottenere le certificazioni definitive per il terminal gas e iniziare le operazioni commerciali alla fine del mese di maggio, come annunciato durante la conferenza stampa di venerdì scorso dall’ad di Snam Stefano Venier. Snam ha fatto sapere di aver venduto l'86% della capacità di rigassificazione della Golar Tundra per i prossimi 20 anni e già il 100% per i primi 3 anni. Eni è tra i primi attori che si sono attivati per poter utilizzare l'infrastruttura. Proprio Eni, infatti, ha noleggiato la nave gasiera Kalymnos facendo arrivare il primo carico di Gnl dall’Egitto. Il portafoglio dal quale attingerà la società per rifornire la Golar, tuttavia, è particolarmente variegato (Algeria, Libia, Egitto Congo, Qatar, Angola, Nigeria, Indonesia e Mozambico).

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