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Il caso

Porto Azzurro, tenta di uccidere un agente

Porto Azzurro, tenta di uccidere un agente

Detenuto cerca di strangolare un poliziotto, salvato da due colleghi. Il Sappe: «Situazione intollerabile

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PORTO AZZURRO. Si è fatto accompagnare nella barberia del casa di reclusione di Porto Azzurro. Poi ha intimato all’agente di polizia penitenziaria in servizio di allontanarsi. Il poliziotto, come da regolamento, si è rifiutato di farlo e il detenuto lo ha prima aggredito verbalmente e poi gli ha messo le mani al collo e lo ha tentato di strangolare. Il peggio è stato evitato dall’intervento dell’ispettore del reparto e di un altro agente. «Il carcere di Porto Azzurro ha una cronica carenza di personale a cui si aggiunge la fatiscenza della struttura che necessita di una ristrutturazione non rinviabile», denuncia Francesco Oliviero, segretario regionale del Sappe Toscana.

Senza motivo

L’agente aggredito dal detenuto è stato da prima medicato nella sala medica della casa di reclusione, poi è stato portato nell’ospedale di Portoferraio. Qui gli sono state somministrate le cure necessarie. Gli sono state riscontrate una serie di escoriazioni e diagnosticati dieci giorni di prognosi. Al di là della diagnosi e della solidarietà all’agente vittima dell’aggressione, a preoccupare è il fatto che la violenza si sia scatenata apparentemente senza motivo. Una situazione che, secondo il Sappe, è da collegare allo stato dei penitenziari in tutta la regione e, più in generale, nell’intero Paese. «Le carceri della Toscana stanno vivendo ormai da tempo momenti di grande difficoltà nella gestione dei detenuti – continua Oliviero –. Sono continue le aggressioni al personale che si verificano senza un intervento degli organi superiori».

Una struttura vecchia

In realtà, negli ultimi anni, nella casa di reclusione elbana non si sono registrati episodi di violenza. L’ultimo noto alle cronache risale al 2019. Il carcere diventato famoso nel 1987 per la rivolta e il sequestro di 33 persone (5 civili, 17 guardie carcerarie e 11 detenuti) è paradossalmente considerato uno dei più tranquilli in Italia. Secondo i dati pubblicati sul sito del ministero della Giustizia, nella casa di reclusione longonese sono disponibili 334 posti. Di questi 34 non sono disponibili e il totale dei detenuti è di 312. Una situazione di gran lunga migliore di quella di altri istituti, ma a rendere tutto complesso sono le strutture carcerarie. Il penitenziario di Forte Longone risale al ‘600. Nel secolo scorso sono state costruite altre strutture all’interno del complesso, più funzionali per lo svolgimento delle funzioni a cui è oggi adibito il complesso. Tuttavia da tempo chi opera nella struttura denuncia la necessità di una profonda ristrutturazione. 
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