Il Tirreno

Scuola

Piombino, all’Einaudi presidio degli studenti contro lo stop al liceo classico

di Sara Chiarei
Piombino, all’Einaudi presidio degli studenti contro lo stop al liceo classico

L’iniziativa di protesta dei ragazzi prima del suono della campanella

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PIOMBINO. La frase “Vogliamo il classico” scritta su uno striscione appeso accanto all’ingresso, un gruppo di studenti determinati a farsi ascoltare e la musica di Fabrizio De André. Sono flash del primo presidio che i ragazzi del liceo classico ed artistico dell’istituto Einaudi-Ceccherelli hanno organizzato ieri mattina dalle 8 alle 8,30, prima dell’inizio delle lezioni.
Sta infatti creando molto malumore a Piombino la decisione del Provveditorato di non consentire all’Isis Einaudi-Ceccherelli di formare una classe articolata con indirizzo classico per l’anno scolastico 2023/2024. Il rischio concreto quindi, qualora gli studenti (supportati dai loro insegnanti) e l’amministrazione comunale non riuscissero ad ottenere lo sperato ripensamento, è di procedere verso la graduale chiusura del liceo classico di Piombino. Di nuovo. Sì, perché resta una ferita aperta nella memoria della città la chiusura del Liceo Carducci datata 2011 in seguito alla quale chi ha voluto intraprendere questo tipo di studi è stato costretto al pendolarismo. Questo fino al 2021, quando l’Einaudi-Ceccherelli è riuscito a riattivare l’indirizzo classico unendolo all’artistico in modo da formare una classe articolata in grado di offrire peraltro un orientamento specifico sui beni culturali. E ora la doccia fredda. Le motivazioni dei ragazzi, delle loro famiglie, del corpo insegnanti e del consiglio comunale che pochi giorni fa ha approvato all’unanimità la mozione di Fabrizio Callaioli (Rifondazione) volta a salvare la sezione, puntano il dito sul fatto che due anni troppo pochi per determinare la sospensione della sezione di liceo classico tanto più che i numeri per formare una classe c’erano, essendo pervenute dodici iscrizioni che unite a quelle dell’indirizzo artistico consentirebbero di proseguire il percorso. «Io mi svegliavo tutte le mattine alle 5 e mezza per andare a scuola a Cecina – commenta Camilla – e quando finalmente ho saputo che riapriva il classico nella città dove vivo non ci ho pensato un attimo. Ora frequento le lezioni a Piombino, mi trovo benissimo e ho migliorato notevolmente la qualità della mia vita». «Il classico è in grado di sviluppare competenze – ribatte Lorenzo – è un indirizzo importante e non è giusto che l’Ufficio regionale ne neghi la prosecuzione». Un pizzico di scoramento si percepisce nelle parole di Marina che mischiate alla musica ancora in sottofondo odorano di delusione. «Piombino no viene sufficientemente valorizzata – dice – si prova a dare spazio ai ragazzi ma in realtà in modo fallimentare perché il più delle volte gli adulti dicono di ascoltarci ma in realtà stanno solo fingendo». A sostenerli, e non solo moralmente, anche i loro insegnanti. Presenti al presidio Michele Gammella, docente di latino e greco e Francesca Della Porta, docente di scienze naturali con funzione strumentale all’orientamento, entrambi convinti sia importante far sentire la propria voce. «Dopo due anni – dicono – e molti bellissimi progetti attuati con i nostri studenti, stoppare il liceo classico sarebbe una sconfitta per tutti». Una decisione cui nessuno intende arrendersi. «Quello di oggi è stato solo il primo presidio organizzato da noi studenti – avvisa Elena – e se la situazione non dovesse risolversi continueremo con altre iniziative tese a gridare il nostro totale dissenso». 

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