Toscana
Rio Marina, scoperte 500 tonnellate di rifiuti abbandonati vista mare
Il risultato dell’operazione condotta dai militari del nucleo operativo per la protezione ambientale del compartimento marittimo di Portoferraio
RIO MARINA. Un incendio divampato nel primo pomeriggio di sabato in località “Vigneria” nel Comune di Rio. Vigili del fuoco di Portoferraio e protezione civile di Rio risolvono rapidamente il problema delle barche che hanno preso fuoco.
Però si scopre ben altro: da resti di auto e moto, a televisori, materassi, vernici, potature e tanto altro. Ormai un deposito incontrollato – su un’area di 2. 500 metri quadrati vista mare, ricompresa nel demanio minerario dello stato – di circa 500 tonnellate di rifiuti pericolosi e speciali, in parte combusti.
Da qui il sequestro della guardia costiera di Portoferraio.
L’emergenza nella giornata di sabato, lungo la strada provinciale 26 che collega Rio Marina a Cavo.
L’operazione condotta dai militari del nucleo operativo per la protezione ambientale del compartimento marittimo di Portoferraio e dell’ufficio locale marittimo di Rio Marina, è scattata – come detto – proprio a seguito della segnalazione dell’incendio in località “Vigneria e che aveva coinvolto diverse imbarcazioni (tempestivamente domato da pompieri e protezione civile di Rio) .
Insieme ai natanti, nell’area ormai diventata una vera e propria discarica a cielo aperto a pochi metri dal mare, sono stati rinvenuti diversi autoveicoli e motocicli, una roulotte e numerosi rifiuti speciali e pericolosi, tra i quali moduli per pontili galleggianti, pneumatici, tubi in pvc, cordame nautico, bombole di gas, materassi, televisori, taniche di vernici ed altri materiali infiammabili e corrosivi, inerti provenienti da attività edile, materiale di risulta da falciatura e potatura di vegetazione ed altri rifiuti di ferro e plastica.
Tra l’altro tutta l’area dove sono stati abbandonati i rifiuti si trova in una zona ad elevato rischio idrogeologico ed è soggetta a particolari vincoli paesaggistici e ambientali, in quanto ricadente all’interno Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano.
L’operazione di sequestro fatta dalla guardia costiera, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Livorno, «ha consentito – si conferma nella nota della capitaneria – di interrompere una situazione di evidente stato di degrado e di potenziale inquinamento dell’area, inquadrandosi nell’ambito delle più ampie attività di sorveglianza e monitoraggio, ai fini della tutela ambientale del mare e della fascia costiera, condotte dal compartimento marittimo di Portoferraio».
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