Il Tirreno

L’allarme

Elba, la grandine rovina i vigneti

di Stefano Bramanti
Elba, la grandine rovina i vigneti

Verifiche ai germogli delle viti dopo il maltempo, agricoltura messa a dura prova. C’è chi teme una minore produzione di uva e quindi del pregiato vino Doc

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Vigne ed orti dell’isola alle prese con le verifiche degli effetti negativi dovuti ad una recente forte grandinata, ma anche a delle temperature di aprile inferiori alla media, che possono aver creato problemi ai germogli delle viti. E c’è chi prevede una minore produzione di uva nella futura estate, per cui saranno prodotte meno bottiglie di pregiato vino Doc. Ma ad essere colpite maggiormente sono le colture da ortaggi come è successo alla fattoria didattica “Regali Rurali”, azienda agricola laconese caratterizzata anche dall’allevamento di pecore e gestita dalla dottoressa Sara Esposito e avvenimenti simili sono accaduti un po’in tutto il sud del cosiddetto Scoglio. Stessa sorte ad esempio nella fattoria di Guido Allori, alla Mazzarri o all’agricola biologica la Faccenda, che hanno registrato danni ai germogli nei vigneti e così è successo ad altri agricoltori. Commentano la situazione pure all’agricola Santa Caterina, della zona di Portoferraio: «Abbiamo avuto fioriture in ritardo per cui nessun effetto per il freddo- dicono gli addetti ai lavori – e neppure per la grave grandinata, diversamente da altre zone». Poi dice la sua l’agronomo Italo Sapere, di Sapereta nella pianura che precede a Porto Azzurro; segnala che: «Per fortuna la temperatura non si è abbassata fino ai tre/quattro gradi nella notte, tale da danneggiare in particolar modo i germogli, mentre la soglia di danno più grave è lo zero gradi che danneggerebbe le gemme. Per ora non siamo a quei livelli. Però la grandinata senz’altro ha fatto danni in varie parti».

E nel dettaglio Sara conferma i problemi per i chicchi di acqua gelata caduti: «Nel complesso la struttura ha retto, gli animali ok e il pascolo è ancora valido, ma l’orto fatto in permacultura è stato parecchio distrutto, carciofi fatti a pezzi, la cicoria, le insalate e le fave sono in pezzi. Ma questo tipo di coltura di varietà antiche è stata fondamentale, perché le piante già si stanno riprendendo».

Anche il presidente Marcello Fioretti, del Consorzio di tutela dei vini Doc dell’isola, che gestisce la tenuta dell’Acquabona a Portoferraio, commenta: «In effetti lo sviluppo della vegetazione, per via delle basse temperature, ha alcuni giorni di ritardo, ma tornerà nella media nelle prossime settimane. Purtroppo la grandinata di venerdì scorso ha colpito i nuovi germogli delle viti, nelle zone di Lacona e di Mola: è presumibile che in futuro si registrerà una minore produzione di vino Doc». È andata meglio per Aldo Appiani del Montefico di Rio Marina, ma anche a Rossi dell’agricola Sabatinaccia alla Valdana, che in pratica hanno confermato di non aver avuto particolari problemi Abbiamo sentito anche Tiziano Pierulivo del “Cavolo nero” della parte occidentale, a Vallebuia: «Sbalzi di temperatura il clima li ha sempre fatti, nei periodi intorno alla Pasqua. Io sto soffrendo invece per il troppo caldo dei mesi invernali, perché chiaramente ci sono state fioriture precoci. Quindi i problemi non derivano dal freddo di questi giorni recenti, ma la colpa è del calore anomalo dei mesi scorsi- ribadisce – e con lo sbalzo termico in negativo, più freddo, non aiuta le colture. Anche per me è stato un problema ma sto cercando di seguire tecniche che mi aiutano a proteggere le produzioni».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Dopo il rogo

Incendio alla Delca di Vicopisano, Arpat: «Nessuna contaminazione sui campioni vegetali» – I risultati delle analisi

di Redazione Pisa
Speciale Scuola 2030