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Piombino, Pasqua senz’acqua per tredici famiglie: il contatore è chiuso da sedici giorni una maxi morosità
Nella case tanti anziani e altrettanti bambini piccoli. Preoccupazione che va di pari passo con l’arrabbiatura. Ecco cosa sta succedendo
PIOMBINO. Senz’acqua per Pasqua come ormai da 16 giorni. Succede a tredici famiglie in Borgata Cotone al numero civico 22. Erogazione già limitata, a singhiozzo per mesi, da parte di Asa dopo ripetuti solleciti di pagamento, come prevede la legge. Morosità da 50mila euro che non si riesce a colmare. Su tredici i morosi risulterebbero cinque con debiti pregressi che vanno dai 10mila ai 5mila euro. Gli altri sono in regola, ma hanno ugualmente i rubinetti a secco. Nella case tanti anziani e altrettanti bambini piccoli. Preoccupazione che va di pari passo con l’arrabbiatura.
«Qualcosa di simile era già accaduto nel marzo 2012 – ricordano gli abitanti – cento famiglie senz’acqua perché Asa chiuse i contatori a 5 palazzi per morosità, poi una soluzione ponte arrivò grazie all’allora assessore Chiarei. E fu anche possibile mettere singoli contatori per ogni costruzione. Stavolta non riusciamo a trovare una soluzione». Davanti al portone la presidente del quartiere Porta a terra Desco Catia Biagini con il consigliere Paolo Ceccanti. Ci sono le consigliere comunali di minoranza Anna Tempestini (Anna per Piombino) e Laura Bardi (Pd). Che succede? «Da dicembre scorso – risponde Catia Biagini – ci sono stati qui ripetuti distacchi d’acqua per morosità. Debito importante, che deriva da un accumulo di anni. Riduzioni fino a distacchi alternati di molti giorni. Ormai il disagio sociale per anziani e bambini è enorme. Gli abitanti intervengono, pagando quote, sopperiscono anche le famiglie già in regola. Ma dopo un mese c’è un nuovo distacco sempre più lungo: difficile da tollerare anche a livello psicologico. Avevo già sollecitato il vicesindaco Luigi Coppola perché si riesca a fare un piano di rateizzazione più lungo possibile. Asa ne ha proposto uno a otto mesi, ma si tratta di rate altissime soprattutto per chi non è moroso. In tre mesi sono stati versati quasi 20mila euro – prosegue Biagini –. Bisogna trovare forme migliori per coprire il resto consentendo poi a chi lo desidera di staccarsi dal contatore generale ed avere finalmente una bolletta privata». «In famiglia siamo io, mia moglie e due bambini piccoli – interviene Driss El Ammar – passo il tempo a riempire taniche a casa di un amico. Non è giusto». Antonio Busato ha comprato casa nel 2021: «Nessuno mi aveva detto nulla – sottolinea – e mi sono trovato senz’acqua all’improvviso senza nessuna possibilità di recuperare».
Per qualcuno tolleranza al limite: «Chiediamo aiuto e ci dicono forse sì, vediamoci poi – si spiega – . Ma qui si tratta di cardiopatici o bambini piccoli che hanno bisogno d’acqua ora. Basta definire cittadini virtuosi quelli che pagano più del dovuto al posto di altri, non sono neppure cittadini normale visto che anche il giorno di Pasqua non hanno l’acqua in casa. Alla fine? Se qualcuno sa farlo, l’acqua la ridarà a tutti».l
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