Il Tirreno

Turismo

All’Elba primi assaggi d’estate: già aperto il 35% degli alberghi

di Antonella Danesi
All’Elba primi assaggi d’estate: già aperto il 35% degli alberghi

Il resto delle strutture sarà pronto ad accogliere i turisti dopo il 25 aprile. De Ferrari: «Molti devono ancora completare i lavori di ristrutturazione»

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PORTOFERRAIO. All’Elba si respira già aria di vacanza. Si vedono i primi turisti in visita ai luoghi storici e ai musei e per la strada le prime targhe tedesche, svizzere e austriache. È il weekend di Pasqua, le prove generale per la stagione turistica, anche se fino alla fine del mese e in concomitanza con il ponte del 1 maggio non saranno aperte tutte le strutture recettive. Ma buona parte ha deciso di accogliere e testare il gradimento degli ospiti, che sembra in salita. «Apriranno 71 strutture tra i nostri associati che in tutto sono 200 – annuncia Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione albergatori elbani – e per i giorni di festa del 25 aprile e del 1 maggio, a parte qualcuna che si conta sulle dita di una mano, apriranno anche gli altri. Possiamo dire che entro quella data l’Elba sarà aperta e pronta a ricevere gli ospiti. Già ora stanno arrivando gli stranieri e questo è molto positivo».

A Pasqua, come da tradizione, ci saranno anche gli italiani e in questi giorni De Ferrari fa notare che si registra anche una considerevole ripresa del turismo organizzato. «Già in queste settimane sull’isola ci sono pullman anche con le scolaresche – osserva – come non avevamo più visto dopo la sospensione a causa della pandemia. È ripreso anche il mercato congressuale – aggiunge – anche se gli eventi più grandi li avremo con il mese di maggio. Una ripresa per il turismo prima dell’estate si attende con la Pentecoste, che porterà turisti tedeschi, e il ponte del 2 giugno».

Il presidente degli albergatori vede come un segnale importante per la ripartenza dell’imprenditoria turistica locale il fatto che già prima di maggio le strutture aperte siano quasi al completo sull’isola. «È un buon segno che fa ben sperare – considera – perché vuol dire che gli imprenditori elbani si stanno impegnando per far trovare un’Elba aperta ed organizzata per il sistema accoglienza». E ricorda che molti di quelli che rimarranno chiusi per il week-end pasquale non è per cattiva volontà, né «perché non vogliono rischiare – sottolinea – quanto piuttosto perché stanno facendo lavori di ristrutturazione che sono andati con tempi più lunghi, forse anche perché risulta difficile in questo periodo trovare manodopera disponibile o i pezzi di ricambio necessari per gli impianti. E questo vuol dire che stanno lavorando per migliorare l’economia turistica, nonostante i problemi con cui ci troviamo a fare i conti, come l’aumento dei tassi di interesse».

Anche l’associazione Elba Assocom annuncia l’apertura del 20 per cento delle strutture recettive al suo interno. La Pasqua è sempre un momento atteso per l’uscita dal letargo invernale e anche quest’anno sembra aver confermato le aspettative, anche se con qualche distinguo. «Tra i nostri alberghi – spiega la presidente dell’associazione Franca Rosso – alcuni sono aperti senza servizio ristorante, si limitano alla colazione». Molto richiesti sono residence e piccole strutture familiari che possono lavorare anche con meno personale. «Anche perché gli arrivi non saranno costanti – considera Rosso – ci aspetta una pausa fino al 25 aprile e i primi di maggio. È comunque un inizio e anche molti ristoranti aprono in questo periodo. Le richieste sono buone e la stagione si presenta altrettanto. Arrivano per lo più famiglie – conclude – il target classico dell’isola in questi periodi. Stiamo ritornando a quella che era la situazione prima della pandemia. Siamo ottimisti».


 

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