Il Tirreno

Il personaggio

Fabio Canessa, il professore di Piombino al ministero della Cultura

di Cecilia Cecchi
Fabio Canessa, il professore di Piombino al ministero della Cultura

Per gran parte della vita ha insegnato italiano e latino. Collaboratore del Tirreno e di altri giornali ha avuto l’incarico di consulente “porta a porta” con il sottosegretario Vittorio Sgarbi

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PIOMBINO. Primo evento ufficiale la presentazione, in Campidoglio, della mappa “Anna Magnani”. Martedì scorso l’esordio, per Fabio Canessa, da consulente del ministero della Cultura, “porta a porta” con il sottosegretario Vittorio Sgarbi. «Al Collegio Romano – ricorda – c’è stata anche la festa per Giancarlo Giannini e per i 90 anni di Liliana Cavani. Con Bellocchio, Virzì, Avati, felici per questo mio nuovo impegno». Piombinese, classe 1962, gran parte della vita a insegnare italiano e latino pure al liceo Carducci, da tre anni al Virgilio di Roma. Scrive di letteratura e di cinema su Il Tirreno e altri quotidiani nazionali. Tra le collaborazioni, trasmissioni tv di Vittorio Sgarbi e Renzo Arbore. Coordinatore di conferenze con scrittori e registi. Parlandoci non sai mai se leggi un fumetto, guardi un film, ripassi letteratura. Divertente pure se spiega Machiavelli o Dante, come ha sempre fatto a scuola coinvolgendo tutti. Nessuno sconto, ma senza schiacciare nessuno. In città per l’inaugurazione della mostra “Musica e magia” dedicata al Mondo Disney, al Castello pure ieri sera «con l’amica Mariuccia Ciotta – dice Canessa – giornalista e critico cinematografico che ha diretto il quotidiano Il Manifesto». Da scuola al ministero, che effetto fa? «Il palazzo del Collegio Romano – risponde – già sede dell’omonimo istituto d’istruzione gesuitico dal 1584, che emozione!»

Lettore appassionato

Imperdibili gli eventi dedicati a Disney in città. «Ho imparata a leggere prima dei tre anni grazie ai fumetti di Topolino – spiega Fabio – I miei me li leggevano, mi ricordavo le parole e le riguardavo da solo subito dopo. Mi ricordo a tre anni mentre leggo Topolino sul terrazzo della casa al mare a San Vincenzo. Poi, alle elementari, mi sono ritrovato che sì leggevo, ma tutti a gennaio scrivevano, io no: in ritardo per un qualche problema».

Poi c’è il cinema

«Con i film, trionfo proprio alle elementari – prosegue – Guardavo quello che passavano in tv, cominciando dalla serie con Totò. La svolta “Uccellacci uccellini” di Pasolini e il corvo che parla. Lo avevo visto la sera e la mattina dopo il maestro Mario Carletti ci dice di fare un tema a composizione libera. Domando se posso scrivere del film appena visto e mi dice sì. Il pomeriggio, alle 16, chiamano a casa, risponde mamma che viene convocata a scuola con il babbo. Il maestro e il direttore Diego Zimbaro mi hanno preso per un genio visto il mio commento su un film così complicato. Il tema – aggiunge – fece il giro delle elementari perché io “povera bestia” mi ero sforzato di raccontare questo capolavoro di Pasolini. Mamma l’ha conservato, quel tema, come una cosa santa. Oltre tutto mi dissero che Pasolini sarebbe stato lusingato che un bambino di IV avesse cercato di tirar fuori qualcosa da un film così oscuro. Convinto che Pasolini lo avrei incontrato davvero, portandogli il tema da più grande: ma è stato ucciso che ero in prima media, non ce l’ho fatta».

Amore per arti e scuola

«Mi piace tantissimo insegnare e sono stato male a dire ai ragazzi del “Virgilio” che non sarei più andato. Ottime classi. Sono in aspettativa, ma se prosegue la legislatura questi studenti non li ritrovo. Mi hanno scritto lettere e c’è chi si è commosso. Non potevo dire di no, l’avrei rimpianto tutta la vita. Il distacco da Piombino? Più semplice, i ragazzi sapevano che come uscivo da scuola andavo in giro per eventi».

Sgarbi, stima e amicizia

«A fine anni Novanta – racconta Canessa – insieme a Nilo Pucci curiamo la casa editrice Aktìs. Andavo in giro a distribuire libri pure a Roma. Passai dall’Hotel Majestic dove stava Sgarbi e ne lasciai all’ingresso alcuni da consegnagli. Allora era concentrato a parlar male di giudici e magistratura e c’era una raccolta di racconti sull’argomento. Una puntata di “Sgarbi quotidiani” venne dedicata a quei racconti, poi mi invitò a cena. Da 25 anni molto amici, ha pensato a me. Tra i primi incarichi? Mi hanno dato il fascicolo del premio letterario Brignetti all’isola d’Elba per il patrocinio, ho subito telefonato». Più lontano, ma sempre così vicino.

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