Toscana
Demolizioni, a Piombino ancora proteste: sindacati sul piede di guerra
Questa mattina nuovo incontro con l’amministrazione comunale. Sul tavolo i lavori in corso nell’ex area a caldo e i rischi per i lavoratori
PIOMBINO. L’incendio divampato mercoledì scorso ai piedi del gasometro ha riacceso una polemica che, in realtà, non si era mai del tutto placata. Continuano a preoccupare le modalità messe in campo per la demolizione degli impianti dell’ex area a caldo dello stabilimento Jsw, affidato dallo stesso gruppo indiano alle ditte d’appalto Demiced e Ferraro Group.
L’incendio, scoppiato non lontano dall’impianto della cokeria, durante le operazioni di taglio con la fiamma ossidrica di alcune lamiere di un impianto in demolizione, si è concretizzato a poche ore dall’ennesima nube di polvere che ha investito la zona di via Cavallotti. Ma la preoccupazione non è solo legata alle conseguenze per le aree esterne. I sindacati puntano l’attenzione sulle condizioni nelle quali gli operai si trovano a lavorare nell’ex area a caldo. Per questo stanno valutando tutte le azioni possibili da intraprendere per garantire una maggiore sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori.
A tale proposito questa mattina si terrà un tavolo urgente tra la Rls dello stabilimento, le segreterie di Fim, Fiom, Uilm e Ugl e l’amministrazione comunale. Un incontro che arriva a pochi giorni dall’ultimo vertice, che si è tenuto lo scorso 10 marzo sempre nella sede dell’amministrazione comunale di Piombino. In quell’occasione i sindacati hanno rappresentato le criticità riscontrate nelle opere di demolizione degli impianti dismessi dello stabilimento. Il Comune ha spiegato come, di fatto, le attività di controllo all’interno di quelle aree siano affidate ai bracci operativi dell’Asl e di Arpat. Con un comunicato trasmesso da Arpat, lo stesso giorno nel quale è divampato l’incendio ai piedi del gasometro Badoni, si spiegava come dai controlli effettuati più volte all’interno dello stabilimento non siano state riscontrate irregolarità. Rassicurazioni che, tuttavia, non convincono i sindacati, che continuano a premere sull’amministrazione e nel corso dell’incontro del 10 marzo scorso hanno chiesto formalmente di poter partecipare a un tavolo allargato con le istituzioni e gli enti che si occupano dei controlli. In particolare i sindacati hanno fatto presente, già nel corso del vertice del 10 marzo scorso, come il piano di emergenza elaborato per le aree in via di demolizione non sia realizzabile in concreto. Non solo.
Sempre nel corso del vertice i responsabili dei sindacati hanno segnalato come le attività di demolizione abbiano comportato dei tremolii preoccupanti in una struttura con al suo interno un’ingente quantità di amianto.
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