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Campiglia, la casa confiscata alla criminalità finanzia percorsi di rinascita
I canoni di locazione incassati dal Comune utilizzati per le politiche abitative
CAMPIGLIA. La cifra è quella del riscatto. I canoni di locazione dei due immobili assegnati al Comune di Campiglia Marittima e parte dei beni confiscati in via definitiva a Michelangelo Fedele e alla sua famiglia serviranno a fronteggiare situazioni di emergenza abitativa. «Al di là dell’obbligo di legge di destinare i proventi a finalità sociali abbiamo scelto di utilizzarli per azioni che a nostro avviso si legano all’idea di fare qualcosa di buono, a un segno di riscatto che possa promuovere percorsi di autonomia». Così l’assessore al Sociale di Campiglia Marittima Elena Fossi chiarisce la portata della delibera di giunta numero 37 del 13 marzo.
Si tratta di un appartamento e un garage, nella periferia del paese, per un valore complessivo di circa 260mila euro. Non rendiamo noto l’indirizzo a tutela della privacy degli attuali affittuari. Il bene è stato assegnato all’ente locale che ne aveva fatto richiesta dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che lo aveva in custodia. Il Comune ha chiuso il percorso con l’Agenzia lo scorso anno. Definito il regolamento di gestione è stato deciso di mantenerlo ad uso abitativo, lasciandovi la famiglia usurata che lo occupava. «Crediamo che sia un segnale politico di attenzione a tutela di chi è stato vittima di quel sistema criminale – afferma Fossi –. Ed è parte del progetto a cui adesso leghiamo l’intervento per promuovere l’autonomia abitativa».
Stabilita la continuità di occupazione al precedente locatario per un importo di 600 euro mensili i canoni adesso vengono impiegati per finalità sociali a sostegno delle politiche abitative. «Abbiamo riscontrato che tra le maggiori criticità per tante famiglie è legata alla possibilità di versare la caparra per la sottoscrizione del contratto di locazione, che in genere prevede il versamento anticipato di due o tre mensilità – prosegue Fossi –. Non tutti hanno le risorse per poterlo fare e rischiano di trovarsi nell’impossibilità di prendere una casa in affitto. Si tratta di una misura una tantum per arginare casi di sfratti esecutivi o fine locazione. Un intervento con cui diamo anche un segnale ai proprietari degli appartamenti, è il Comune a versare la caparra richiesta per il contratto di locazione. La misura, che si aggiunge a quelle già in essere, è già operativa. Abbiamo situazioni di emergenza per le quali è stato richiesto una relazione ai servizi sociali».
Oltre alla relazione dettagliata dei servizi sociali in cui si attesta la situazione di disagio del nucleo familiare una valutazione generale della condizione economica tra i requisiti per accedere al beneficio è prevista la residenza nel Comune di Campiglia e di trovarsi in condizione di presunta o avvenuta perdita di alloggio per sfratto per morosità incolpevole o messa all’asta dell’alloggio o altre situazioni di grave disagio abitativo. Il contributo potrà essere erogato una tantum fino ad un importo massimo di 1.500 euro per il pagamento al proprietario della caparra per il nuovo accesso alla locazione, il pernotto per massimo 4 notti come alloggio emergenziale in una struttura ricettiva o altre forme di sostegno eccezionale, come il pagamento canoni pregressi o utenze. Non potrà accedere al sostegno abitativo chi ha già usufruito della medesima misura nei 4 anni precedenti.
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