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Dalla tragedia in Magona: 25 anni fa il volto della lotta per la sicurezza

Dalla tragedia in Magona: 25 anni fa il volto della lotta per la sicurezza

Ruggero Toffolutti e i tanti appuntamenti dell’associazione in suo nome. Ecco il calendario delle iniziative

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PIOMBINO. Morire in fabbrica facendo nascere un’associazione che lotta per la sicurezza di tutti lavoratori (ininterrottamente da 25 anni). Ricordo che commuove due volte.

Succede il 17 marzo 1998: Ruggero Toffolutti muore alla Magona. Stritolato da un ingranaggio della zincatura. Lavorava per un appalto. La sua morte di fatto sancisce l’inizio dell’associazione che ne prende il nome, fortemente voluta dai familiari. Presto formalizzata, subito nazionale. «Non perché i fondatori, familiari e non, di persone morte per lavoro, nutrissero velleità numeriche», ricorda Valeria Parrini Toffolutti, cofondatrice e presidente onoraria. «Puntammo a promuovere iniziative che andassero oltre la Toscana. Così é stato, nonostante i social non facilitassero ancora le cose, e così è», fa eco la presidente attuale Elena Pasquini Rossi.

«Idealmente – riprende Valeria, insignita motu proprio dal Presidente Sergio Mattarella nel novembre 2021 del titolo di commendatrice al merito della Repubblica – l’associazione nasce oggi. Anniversario della morte di Ruggero. L’idea di piangere dentro casa e di reagire fuori, l’avemmo presto. Cominciammo pubblicando necrologi mensili, ogni 17, che invitavano a sconfiggere l’omertà e a lottare contro questa piaga. Sul Tirreno, il giornale dove lavoravo con colleghi che non mi hanno mai lasciato sola in questa battaglia. Con Roberto, mio marito, prima ipotizzammo un coordinamento di familiari. Poi cominciammo a confrontarci con amici che sapevamo sensibile ai temi di dignità e sicurezza dei lavoratori. Così, dopo pochi mesi, ha preso vita l’associazione Ruggero Toffolutti per la sicurezza dei luoghi di lavoro». Aperta a tutti. Indipendente. Autonoma. «Difendiamo il valore della cultura della sicurezza e lavoriamo molto su questo in diverse regioni, soprattutto con i ragazzi – spiega Elena – tra spettacoli, mostre, libri, eventi sportivi, dibattiti, concorsi compartecipazione a campi-scuola, spettacoli teatrali, concerti, produzione di video. Ci battiamo affinché la mancanza di cultura non si trasformi in un alibi imprenditoriale, istituzionale, politico e sindacale per mascherare le ragioni del profitto che troppo spesso dettano le regole del gioco. Fuori e dentro le fabbriche. Il confronto con i ragazzi, ma non solo, è uno degli aspetti privilegiati».

Prossime iniziative? «Festa del Primo Maggio dedicata a chi non può più festeggiare – risponde Valeria – . Dal 2009 appuntamento costante con base di partenza nel parco di San Silvestro, (Campiglia), poi a Calamoresca (Piombino) e da quest’anno all’interno delle mura del Rivellino. Sensibilizzazione, musica, pedalata e camminata nel centro storico per la sicurezza, laboratori per bambini. Poi il concorso fotografico “Il lavoro in un calendario – impressioni fotografiche per un future migliore -Premio Luca Rossi” con sezione riservata alle scuole. La prossima edizione, la tredicesima».

E l’imperdibile Memorial Van Toff. «Tra le manifestazioni più longeve, quest’anno numero XXVI – sottolinea Elena –, dallo pseudonimo calcistico di Ruggero Toffolutti, torneo di calcio a cinque che dal 1998 si svolge ogni estate coinvolgendo oltre un centinaio di giovani e giovanissimi. Il torneo organizzato da Usip che gestisce la parte sportiva. Per l’associazione occasione importante per sensibilizzare. All’insegna di “Infortuni sul lavoro: battere l’indifferenza è di rigore”, promuove eventi a corollario e tiene brevi incontri con i ragazzi nei pre partita più gadget a tema» . Poi la mostra fotografica itinerante “Non numeri ma persone – parole e immagini di chi ha perso la vita sul lavoro” inaugurate nel 2009 con moltissime “repliche”. Valeria ne è coautrice . «Grazie a chi è stato con noi fin dal primo momento – conclude la presidente onoraria – . In particolare a Marco Giovannelli e a Giorgio Bellotti che ci mancano ancora. Grazie a chi è rimasto e a chi si è aggiunto “Con Rabbia e con amore”, come diciamo.. A chi ci ha remato contro e anche a chi continua».


 

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