Toscana
Piombino, sulla scia del rigassificatore: il caso ora è anche politico
In consiglio Pd e Anna per: «Forza Italia sta parlando di compensazioni». Il sindaco Ferrari: «In un partito possono esserci posizioni opposte»
PIOMBINO. La sagoma della Golar Tundra ancora non si staglia all’orizzonte di Piombino. Eppure, in città la sua ombra c’è già. Restano le questioni tecniche, ma il prossimo arrivo fa precipitare quelle politiche. Addirittura, si profila la presenza della presidente del consiglio Giorgia Meloni e di ministri sulla banchina est della darsena nord del porto ad accogliere la nave rigassificatore. Impianto a cui questo governo in continuità con quello presieduto da Mario Draghi ha legato parte della strategia per fronteggiare l’emergenza energetica nazionale.
«Il sindaco non sa se è prevista una visita della presidente del consiglio né quando arriverà la nave – sottolinea il primo cittadino Francesco Ferrari – . A proposito dell’arrivo il presidente della Regione Giani parla di un toto Tundra, sottolineando che c’è una grande attesa perché potrà dare 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il toto Tundra a mio avviso è legato a tutte le problematiche che la nave porta con sé, e non voglio parlare degli aspetti politici. Con questa affermazione faccio riferimento alle problematiche tecniche».
Ferrari lo puntualizza in apertura dei lavori del consiglio comunale. Lo fa con un lungo intervento in cui ricostruisce lo stato dell’arte del contenzioso amministrativo che ha portato i giudici della Terza sezione del Tar del Lazio a rinviare l’udienza di merito dell’8 marzo al 5 luglio. «La nave potrà arrivare – dice – . Mi domando però visto che molte prescrizioni riguardano non il suo funzionamento ma il semplice arrivo e l’ormeggio. Può arrivare tranquillamente? Certo è che se anche arriverà nel porto non potrà entrare in funzione fin tanto che non ci sarà un vaglio attento degli organi preposti a dare pareri obbligatori e vincolanti, condizione essenziale affinché venga emesso il decreto autorizzazione integrata ambientale. Il percorso è ancora lungo. Aspetto di avere i chiarimenti tecnici – dall’esame del rapporto definitivo di sicurezza che deve produrre Snam, ndr – che aspetta legittimamente e doverosamente l’intera città».
A spostare l’ago sulla politica è l’interrogazione presentata in consiglio dai gruppi Pd e Anna per Piombino. Lo spunto è offerto dall’incontro avuto da una delegazione piombinese di Forza Italia, guidata dalla deputata Chiara Tenerini, con il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin in cui si è parlato di compensazioni legate alla presenza del rigassificatore in porto. «Viene da pensare se la maggioranza è coesa visto che un partito si è mosso in completo dissenso con la linea tenuta dal sindaco – sottolinea la capogruppo Pd Laura Bardi – . C’è un problema politico. Il governo Meloni è quello che realizzerà il rigassificatore a Piombino con il favore di tutti i partiti, al netto di tutta la propaganda sono i fatti che contano. E si deve smettere di fare terrorismo disconoscendo le autorizzazioni concesse da organi competenti perché si finisce per alimentare le piazze e un clima di sfiducia». Che conclude: «Se Forza Italia, che è parte della maggioranza, parla di compensazioni in una città in cui il sindaco non è per nulla d’accordo c’è un problema politico grande». Il sindaco replica di non essere stato a conoscenza dell’iniziativa di Forza Italia e che non vede «alcuna anomalia in un incontro tra un deputato eletto da questo territorio e un ministro, che peraltro è espressione del suo partito». E conclude: «Che Forza Italia possa valutare la possibilità di ottenere delle compensazioni lo trovo una cosa legittima dal loro punto di vista. Il rigassifocatore insegna che nello stesso partito possono esserci posizioni completamente opposte».
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