Sicurezza
Elba, Legambiente boccia il progetto per la pista dell’aeroporto: «L’ampliamento è un errore»
L’associazione ambientalista: «È impensabile che un’isola servita da traghetti vetusti sprechi cifre enormi per pochi passeggeri»
CAMPO NELL'ELBA. «L’ampliamento dell’aeroporto sembra una fuga in avanti verso un nuovo fallimento economico e trasportistico». Legambiente arcipelago toscano entra nella discussione sul futuro dello scalo di Marina di Campo convinta che non è in questo modo che «si fanno gli interessi dell’Elba, del suo ambiente, della sua economia e del suo futuro sostenibile».
Una discussione che, secondo l’associazione, non meriterebbe neanche di essere affrontata «se non fosse per l’impegno, legittimo ma probabilmente sprecato – osservano – dello staff di Alatoscana nel tentativo di spingere la Regione, quale socio di maggioranza, a finanziare un’opera che ha zero possibilità di essere economicamente sostenibile, con un impatto ambientale, urbanistico e idrogeologico insostenibile, e che comunque, anche se l’opera fosse finanziata, andrebbe sottoposto a Via».
Il Cigno verde sostiene che la continuità territoriale, per le destinazioni di Pisa e Firenze, «necessita più che altro del finanziamento programmato fino a ieri dalla Regione e non di centinaia di metri di ampliamenti che comporteranno lo spostamento della strada provinciale Anello occidentale, l’abbattimento di diverse abitazioni, lo spostamento di uno dei fossi a maggior rischio idrogeologico, il tutto in una zona “rossa” dalla quale sono partite in soli nove anni due alluvioni».
Secondo i sostenitori dell’allungamento della pista, questo permetterebbe l’atterraggio degli Atr 72 per alimentare il traffico turistico «che però – sostiene Legambiente – potrebbe essere soddisfatto da un adeguato collegamento/navetta veloce fra Pisa e Piombino coincidente davvero con alcune navi in partenza o in arrivo con costi, infinitamente minori e con una positiva ricaduta anche sulle esigenze degli stessi elbani».
Gli ambientalisti sostengono poi che quando i campesi saranno chiamati a votare in un referendum sul sì o il no a questo progetto di aeroporto, «andranno a votare su un progetto fatto e finanziato da chi vuole fare il lavoro, quindi non da enti pubblici e per interesse pubblico». E poi il problema della spesa che a fine opera «visti gli aumenti intervenuti in questi anni e la normale levitazione “all’italiana” dei costi – valutano – sarà probabilmente oltre i 35/40 milioni».
La convinzione di Legambiente è che sia un pessimo affare per gli elbani: «È incredibile che in un’isola servita da traghetti vetusti e inquinanti, ormai superati secondo le direttive europee e le normative internazionali, si pensi a spendere cifre gigantesche in un aeroporto che porterà, forse, poche migliaia di turisti mentre gli investimenti andrebbero destinati al rinnovo della continuità territoriale marittima».
«Alla Regione Toscana chiediamo di rivedere le sue priorità sui trasporti – concludono – puntando a soddisfare i reali bisogni degli elbani e dei turisti non ripetendo il disastro monopolistico combinato con la privatizzazione della Toremar. La continuità territoriale è un diritto della cittadinanza e non un’arma di ricatto per convincere gli amministratori comunali e gli elbani ad accettare un’opera infrastrutturale che sconvolge il territorio. Il ricatto o ampliamento o chiusura dell’aeroporto non funziona perché a dirlo sono le stesse cifre su passeggeri e traffico fornite a da Alatoscana».
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